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Sicilia: Cisl, politici ignorano dramma economico, si dimettano

domenica 27 luglio 2014

2' di lettura

Palermo, 25 lug. - (Adnkronos) - "Se continuate a ignorare la centralità del dramma economico e sociale regionale, dimettetevi". È il messaggio che i pensionati Cisl indirizzano a governo della Regione siciliana e Ars nel giorno del via a "Emergenza Sicilia", la campagna messa a battesimo oggi da Cisl siciliana e federazione regionale dei pensionati (Fnp). La campagna avrà un doppio fronte, informa il sindacato: il "sistema dei Comuni, praticamente al collasso"; e la Regione che "dovrebbe dotarsi di un piano di ristrutturazione in grado di spostare risorse dall'uso parassitario, clientelare, inutile, verso investimenti produttivi e nuove politiche sociali. Ma non riesce a farlo". Perché, con le parole di Maurizio Bernava, segretario generale regionale, "neppure nella Finanziaria di cui ancora a ferragosto si discute, c'è traccia di una svolta". Cisl e Fnp hanno dato il là alla campagna nel corso di un incontro dei vertici provinciali e regionali del sindacato, svoltosi a Palermo. Ha aperto i lavori Alfio Giulio, segretario della federazione, li ha conclusi Bernava. A settembre le iniziative entreranno nel vivo "sul terreno dell'aggregazione sindacale, della contrattazione sociale. E della mobilitazione contro governo e Ars che ignorano il disagio sociale che monta". "In Sicilia - sono parole di Giulio - la povertà si sta diffondendo come cancro sociale ma politica e governo si mostrano senza idee e in tutt'altro affaccendati". Per questo "se continuano così, è meglio che vadano tutti a casa". Il sindacato ha stabilito di "costruire una alleanza sociale aperta a forze sociali e sindaci, contro la crisi e per una riforma dei servizi sociali che rompa con i metodi clientelari del passato". Di nuove politiche sociali, nella regione c'è estremo bisogno, rimarca la Cisl. Nell'Isola infatti quasi il 19% della popolazione è composta da anziani. L'indice di vecchiaia (il rapporto fra giovani e anziani) ha superato il 128%. Cresce in modo smisurato e allarmante il tasso di povertà, giunto al 27,5%. I comuni che realmente offrono assistenza domiciliare integrata con servizi sanitari ad anziani e disabili non autosufficienti, sono l'8,2% rispetto al 26% del 2006 e al 40% della media italiana. (segue)

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