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Italicum, al voto oggi: chi verrebbe eletto a Montecitorio

di Andrea Tempestini domenica 16 marzo 2014

3' di lettura

Dimezzato (ossia valido solo per la Camera) e in attesa del via libera del Senato, ma l'Italicum, oggi, è quasi realtà. Per Matteo Renzi si tratta di una "rivoluzione", per molti altri - compresa una nutrita minoranza del suo partito - di "una nuova porcata". Ma tant'è. Il Porcellum è (quasi) superato. Resta la grande incognita dell'abolizione di Palazzo Madama: se il Senato non venisse in qualsivoglia modo riformato prima del voto, alle urne si eleggerà anche l'assemblea di Palazzo Madama con un proporzionale puro e tutto ciò che ne consegue. Diamo per buono, dunque, che il Senato verrà abolito: che cosa potrebbe succedere se l'Italia andasse al voto oggi? Una risposta esaustiva arriva dall'analisi dei sondaggi di dieci istituti, dal 3 al 10 marzo, "sezionati" da giornalettismo.com. Si parte da un dato: centrodestra e centrosinistra sono in media al di sotto del 37% necessario al primo turno per strappare il premio di maggioranza. Inoltre, tra le certezze, il fatto che il M5S eleggerebbe più di 100 deputati in ogni scenario possibile (numeri molto consistenti, insomma). Le eccezioni - Gli istituti Swg, Tecnè, Ixè, Demopolis, Euromedia Research, Emg, Datamedia, Ipr Maketing, Piepoli e Ipsos, stando alle loro ultime rilevazioni, come detto, mettono in evidenza che il 37% al primo turno è un obiettivo difficilissimo da raggiungere (pochissime eccezioni: una, a favore del centrosinistra, viene rilevata dall'istituto Piepoli nel sondaggio del 10 marzo; due, a favore del centrodestra, vengono rilevate nei sondaggi Tecnè del 4 marzo e in quello Ipsos del 10 marzo). In media, il centrodestra viene dato in vantaggio con un consenso medio del 36,2% contro il 35,2% del centrosinistra. Al ballottaggio - Lo scenario più probabile, dunque, dice ballottaggio: se gli italiani votassero oggi per la Camera dovrebbero mettere la parola definitiva sulla questione elettorale con il secondo turno tra le due principali coalizioni. Nella sostanza, lo scontro si riduce a quello tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi (o chi per lui, causa probabile incandidabilità per i guai giudiziari). E come finirebbe, dunque, questa sfida a due? Qui il quadro sembra lievemente più delineato: tutti gli istituti di ricerca sostengono che, ad oggi, vincerebbe Renzi. Le cifre ballano, ma neppure troppo. Per Emg (8-9 marzo) il centrosinistra al ballottaggio arriverebbe al 53,2% contro il 46,8% del centrodestra; Ipr dà il centrosinistra al 53% secco contro il 47% secco del centrodestra. Il distacco oscilla tra i 5 e i 7 punti percentuali. I seggi - Dopo le cifre, la mano passa al pallottoliere, che secondo le rilevazioni medie, dopo il ballottaggio, assegnerebbe alla coalizione di centrosinistra i 327 seggi della Camera che l'Italicum assegna a chi vine al secondo turno. Per altro, tutti questi seggi andrebbero al Pd: nessuno dei possibili partiti coalizzati, infatti, supererebbe il 4,5% di sbarramento per i movimenti che non correranno da soli. Dunque, Sinistra e Libertà di Nichi Vendola, al pari di Centro Democratico di Bruno Tabacci, sarebbero fuori dal Parlamento (Sel viene data al 3,2%, Centro democratico intorno all'1%). I "trombati" - Simile la situazione nel centrodestra, dove tutti i seggi verrebbero assegnati a Forza Italia. Infatti - ammesso e non concesso che i due partiti trovino la strada per riconciliarsi - Ncd, intorno al 4%, non supererebbe lo sbarramento, al pari della Lega Nord (data intorno al 4%), di Fratelli d'Italia e dell'Udc, ritornato al fianco di Forza Italia. Il Carroccio, inoltre, non può "appellarsi" nemmeno a quello che veniva chiamato l'emendamento "salva-Lega", che dopo le polemiche è stato bocciato. Lontanissimi dall'entrare a Montecitorio anche gli altri partiti: Scelta Civica, Idv, Verdi e via dicendo. Insomma, se votassimo oggi, ci ritroveremmo una Camera tripartita: Pd, Forza Italia e Movimento 5 Stelle. I grillini vengono quotati intorno al 21-23% e dunque, come accennato, potrebbero portarsi a casa dai 100 ai 108 seggi sui 290 totali che, in caso di ballottaggio e vittoria del centrosinistra, resterebbero da spartire col centrodestra. Restano poi altri 13 seggi (il totale è di 630) che sono destinati agli eletti nella circoscrizione Estero e in Valle d'Aosta.

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