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Voto, partito, alleati: Vittorio Feltri fa il funerale a Berlusconi

di Matteo Legnani domenica 20 dicembre 2015

2' di lettura

Dissacratore come al solito. Ma non per questo lontano dalla verità. Vittorio Feltri si concede per una lunga intervista al "Fatto quotidiano". Parla di tutto e tutti. E ne ha per tutti e tutto. A partire da Berlusconi, Forza Italia e la destra. Sulla quale mette una pietra tombale: "Non c'è più nulla. Berlusconi ormai è un uomo logorato e ha collaboratori, per così dire, modesti. Lui stesso una volta mi ha detto: 'Ma quale cerchio magico... il mio al massimo è un cerchio tragico". Ma le colpe sono anche sue: "Ha creato Forza Italia e poi non ha fatto nulla per tenerla insieme. Se il reclutamento avviene sulla base di amicizie e conoscenze, le probabilità che qualcuno possa svettare sono assai basse". Il voto sulla sfiducia alla Boschi è stata l'ennesima figuraccia: "La gente non capisce: non stai nè di qua nè di là. Ponzio Pilato". La questione milanese? "Una comica. Sappiamo tutti che Sala vince contro qualunque avversario. Gran parte dei voti di Forza Italia confluiranno su di lui. Sallusti o Del Debbio, la situazione non cambierebbe: dove vanno a prenderli i voti? Quelli della Lega non bastano". Se vincesse Sallusti, lui potrebbe tornare a fare il direttore a Il Giornale: "No, ho sempre preso in mano giornali per poi lasciarli con molte copie in più, mentre ora i giornali continuano a perdere e io non voglio fare il becchino". L'alleanza Berlusconi-Salvini? "Penso che salvini tema che agli occhi degli elettori sia percepita dagli elettori come un deja-vù, che finirebbe per danneggiare entrambi". E a Roma convergenza su Marchini? "E' il più presentabile, ma non riesco a capire chi lo possa votare. Credo che nella Capitale i s stelle possano strappare una vittoria".

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