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Governo, dopo le dimissioni di Fassina, Letta pensa ad un rimpasto

Le dimissioni del viceministro mandano in tilt Letta. Il rottamatore alza il tiro e chiede Interni, Giustizia e Difesa. La partita è aperta e il valzer delle poltrone comincia...
di Ignazio Stagno domenica 5 gennaio 2014

2' di lettura

Dopo le dimissioni di Stefano Fassina da viceministro dell'Economia, inutile negarlo nel governino di Letta è caos totale. Il 2014 si è aperto col botto. E il premier ormai ha i giorni contati. Matteo Renzi, mentre Letta si occupa di fare il premier, va avanti nelle trattative per le riforme e per cambiare la legge elettorale. Il rottamatore, via Verdini, tratta direttamente con Berlusconi e così ormai il governo, per il sindaco, è solo un semplice "dettaglio". Ma si sa, le poltrone fanno gola a tutti. Così nell'attesa di mettere mano alla legge elettorale e ottenere dal Colle il semaforo verede per il voto anticipato di maggio, come vuole anche il Cav, Renzi pensa a piazzare i suoi nella squadra di governo. La poltrona di Fassina non è di secondo piano. L'unico problema è che il coinqulino al Tesoro si chiama Fabrizio Saccomanni, e qualunque viceminsitro arrivi in via XX settembre dovrà fare i conti con lui. Così la scelta deve essere ragionata. Renzi ha già un nome: Yoram Gutgeld, uomo ombra di Renzi e guru economico del rottamataore. In corsa per quella poltrona ci sarebbero anche Filippo Taddei, Davide Faraone, Marianna Madia e Dario Nardella. Tutti renziani e volti nuovi del nuovo corso del Nazareno. Un altro nome "caldo" è quello di Graziano Delrio, l'unico renziano della squadra di governo. Potrebbe ottenere un ministero di peso, lasciando quello deggli Affari Territoriali. Interni, Difesa o Giustizia: questo è il ventaglio sottoposto a Renzi, come racconta Repubblica.  Effetto-domino - Ma se dovesse scattare l'effetto-domino a palazzo Chigi, ecco allora che dopo Fassina potrebbero saltare altre teste per un rimpasto massiccio di governo. E' già scattato infatti il toto.ministri. Ma prima c'è anche il toto-trombati. Infatti a saltare non sono in pochi. A rischiare ad esempio è la squadra di Alfano.  Renzi vuole le Infrastrutture e Lupi potrebbe finire così al timone di Ncd. Nel mirino del rottamatore ci sono anche i Pd tecnici come Giovannini o bersaniani come Zanonato o dalemiani come Bray. In caso di "mini-rimpasto" potrebbero entrare in squadra un sponente del Psi, Craxi o Di Lello, ma anche un nome di Centro democratico di Tabacci. Nel caso in cui si andasse invece verso un "rimpastone" allora Ichino potrebbe andare al Lavoro mentre Epifani allo Sviluppo economico. Ma con un rimpasto massiccio i renziani chiederebbero un passaggio formale a Letta con tanto di apertura della crisi e voto di fiducia a un Letta-bis. Il tutto nell'attesa di andare al voto il prima possibile. Letta è alla frutta. 

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