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Sondrio, il Pd esclude l’africano: "Solo candidati locali"

di Ignazio Stagno domenica 27 aprile 2014

3' di lettura

Democratici sì, ma con i candidati degli altri. A Tirano, in provincia di Sondrio, il Pd non vuole presentare in una lista di centrosinistra per le prossime elezioni amministrative Vicky Tshimanga, medico pneumologo che dal 1985 lavora in un ospedale del luogo. Il motivo? Presto detto: Tshimanga non è nato a Tirano. Per la verità non è nato nemmeno in Valtellina e, a essere pignoli, neppure in Italia. Sulla sua carta d’identità, alla voce «luogo di nascita» c’è scritto Congo, e tanto basta - pare - per escluderlo dalla vita politica locale. Nonostante sia un cittadino italiano che da anni risiede e vive in quella provincia. A denunciare la situazione è stata la sezione Sel di Sondrio che ha parlato, senza troppi giri di parole, di discriminazione e razzismo. Thismanga, un cinquantenne di colore che solo l’anno scorso era candidato alle elezioni regionali proprio col partito di Nichi Vendola e che a questa tornata si preparava a scendere in campo sempre sotto la bandiera di Sinistra ecologia e libertà, però prende le distanze da questa motivazione. In paese lo conoscono un po’ tutti e secondo lui è proprio questo che ha giocato a suo sfavore. Così quando ha chiesto spiegazioni per il mancato inserimento del suo nome nella lista «Rinnova Tirano» si è sentito rispondere: «Il paese è piccolo e la gente vota per gli amici e per i parenti». Come a dire: ci dispiace, ma è tutta strategia e, visto che candidare chi non è nato qui è controproducente, meglio se resti fuori. Un chiarimento che ha convinto poco il medico congolese fin dall’inizio. E infatti con quella risposta il tira e molla era appena cominciato. Già, perché solo tre giorni dopo questa esclusione qualcuno ci deve aver ripensato. Così il dottore di Sel è stato richiamato: ripensaci-c’è-posto-anche-per-te. Ma la proposta è durata il tempo di un rapido calcolo politico. Difatti, passata neanche una manciata di giorni, a Thismanga è arrivato il no definitivo, complici i veti sollevati da esponenti locali del Pd e del Movimento 5 Stelle. Considerazioni di carattere personale, si sono affrettati a far sapere gli interessati, ma che nella pratica hanno impedito al congolese di presentarsi. E dire che della lista «Rinnova Tirano» Thsimanga era uno dei fondatori. Anzi, ci lavorava dal settembre scorso e aveva portato il suo contributo per allargarla fino a comprendere una cinquantina di persone, inclusi ex consiglieri di minoranza del Partito democratico. Che come ricompensa finale hanno fatto in modo di escluderlo dalla corsa. Insomma, pare che tra alcuni democratici valga lo stesso principio delle presidenziali americane: quello che conta è il luogo di nascita. Peccato però che, nel caso valtellinese, si tratti di una decisione interna che fa pensare a una misura ad personam più che a una decisione strategica. Tanto che la sezione regionale del Pd sembra non essere a conoscenza dell’intera situazione: «Non ne so niente - ha commentato Alessandro Alfieri, segretario dei democratici lombardi - ma mi sembra strano che si parli di discriminazione: noi siamo sempre stati aperti su questi temi. Probabilmente ci sono altre ragioni, di natura politica». Una posizione tutto sommato condivisa anche dal diretto interessato. «Io non parlo di razzismo, non credo che la questione sia da porre in questi termini», ha dichiarato ieri Tshimanga che, ad ogni modo, a far passare sotto silenzio la vicenda proprio non ci sta. «I motivi che mi hanno escluso dalla lista sono politici: è il classico metodo alla Pd di metterti fuori gioco», ha proseguito. «Siccome io sono abbastanza conosciuto e avrei potuto portare un buon numero di voti, voti di Sel però non del Pd, hanno preferito usare questa scusa della “tiranesità”, come l’ho definita io, per poter presentare una lista senza di me». di Claudia Osmetti

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