Meno di un italiano su tre ha fiducia nell'operato del governo guidato da Enrico Letta. Lo dice l'ultimo sondaggio realizzato da Tecnè per Tgcom24, dal quale risulta che il premier e la sua squadra hanno il gradimento del 32% degli intervistati. Una "frana" di consensi che le recentissime polemiche sulla Tasi e lo scontro Carrozza-Saccomanni sui 150 euro da togliere agli insegnanti, non potranno che aggravare. E che, se appaiata al calo del Movimento 5 stelle, passato dal 21,2% dello scorso 18 dicembre all'attuale 20,6, appare come una rivincita della politica su anti-politica e tecnici. Sia il centrodestra che il centrosinistra vedono crescere i loro consensi, con la coalizione (Forza Italia, Ncd, Lega, Fratelli d'Italia) guidata da Silvio Berlusconi che si issa al 36,7% rispetto al 36,1 di metà dicembre, mentre il centrosinistra passa dal 32,7 al 33,5%. Una crescita che però è poco da imputarsi a un effetto-Renzi, se è vero che il Partito democratico, nei dati di Tecnè, guadagna dal 18 dicembre (otto giorni dopo l'investitura del Rottamatore a segretario democratico) a oggi appena lo 0,3% e il resto della crescita del centrosinistra è merito di Sinistra e libertà. Quella del gradimento a picco di Letta e compagnia sembra comunque essere l'unica "vera verità" espressa dai sondaggi nelle ultime settimane, mentre tra centrodestra e centrosinistra il dato più verosimile resta quello di un testa a testa che vede di volta in volta, a seconda anche degli artefici del sondaggio, avanti l'una o l'altra coalizione. Martedì sera a Ballarò, Piepoli aveva presentato una consultazione Ipsos secondo la quale il centrosistra sarebbe avanti di un punto rispetto al centrodestra.