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Il sindaco cancella le primariee coi suoi lavoratori fa il Saccomanni

Renzi cancella le primarie e rigetta i contratti integrativi dei dipendenti comunali. Il rottamatore mette in mora chi lavora a Palazzo Vecchio e fa come Saccomanni: chiede i soldi indietro
di Ignazio Stagno domenica 12 gennaio 2014

3' di lettura

Oggi Matteo Renzi comunicherà ufficialmenteal partito la sua ricandidatura a sindacodi Firenze. Ma un candidato del Pd alla poltronadi palazzo Vecchio già c’è ed è Claudio Fantoni,l’ex assessore al bilancio dimessosi sbattendo laporta, che due giorni fa ha indirizzato una letteraal partito con la richiesta di primarie: «Le primariesono più che mai necessarie se si guarda allacittà e agli interessi dei fiorentini a cui non puòessere sottratta la facoltà di esprimersi».Fantoni però difficilmente potrà competerecon il sindaco uscente, perché il primo atto delPd toscano dopo l’elezione di Renzi a segretarionazionale, è stato la modifica del regolamentoin senso più stringente, alzando il numero di firmenecessarie per chiedere le primarie controun sindaco uscente al 40% dell’assemblea comunaleo al 30% degli iscritti. In realtà neppure il30-40% di firme sono sufficienti, perché prima ilPd fiorentino voterà a maggioranza se fare omeno le primarie e per Fantoni non ci sono speranze,visto che i vertici cittadini del Pd e lo stessoRenzi si sono espressi contro l’ipotesi primarie:«Il giudizio sul sindaco lo danno solitamentei cittadini, che dicono sì o no». Sono lontani i tempi in cui Renzi chiedeva alPd di eliminare le regole che impedivano la patecipazione:«Non capisco perché il Pd debbaaver paura di primarie aperte e libere». D’altron -de la battaglia per la modifica delle regole in sensopartecipativo e democratico è sempre statouno dei cavalli di battaglia del rottamatore, ed èproprio questa la contraddizione su cui puntaFantoni per convincere Renzi a rinunciare allaprotezione dell’apparato: «Impedendo le primarie», scrive Fantoni nella sua missiva al partito«Renzi finirebbe per contraddire la naturastessa del partito che governa e che lo ha portatoad essere sindaco della città, concorrente dellapresidenza del Consiglio ed oggi segretario delPd».E in due casi, le primarie per Firenze e quellein cui sfidò Bersani per la premiership, Renziusufruì di modifiche ad personam senza le qualisarebbe rimasto uno dei tanti anonimi dirigentilocali del partito. La vicenda non è ancora (e forsenon sarà mai) un caso nazionale, visto che anchegli avversari bersanian-cuperliani gettanoacqua sul fuoco: «Le primarie contro un sindacouscente rischiano solo di essere uno strumentoper la visibilità di dinamiche locali» dice a Libero MatteoOrfini «mettere in discussione le candidatureuscenti non è nell’interesse del partito». Ma le fibrillazioni a livello locale sono moltoforti, con i civatiani fiorentini che hanno fatto ricorsocontro la modifica del regolamento e riaffermanoil valore fondativo delle primarie:«Questo regolamento ha uno scopo principale:impedire le primarie a Firenze. La contendibilitàdelle cariche monocratiche a cui si candidanoi democratici è un principio che deve valeresempre, anche per i secondi mandati».E la posizione sulle primarie non è l’unica incoerenzatra il Renzi-sindaco e il Renzi-segretario.Proprio in questi giorni Renzi ha preso unaposizione netta contro la restituzione dei famosi150 euro da parte degli insegnanti, arrivando –tramite il renziano di ferro Dario Nardella – adun passo dalla richiesta di dimissioni del ministroSaccomanni. «Il taglio agli insegnanti è assurdo.Il governo rimedi a questa figuraccia, subito.IlPdsuquesto non mollerà diuncentimetro», ha cinguettato il segretario del Pd su Twitter.Ma a Firenze, nei confronti dei dipendentipubblici, il Renzi-sindaco si è comportato inmaniera molto più dura e «assurda» – tanto perparafrasare il Renzi-segretario –di Saccomanni:come riporta Il Manifesto, il sindaco di Firenzeha rigettato i contratti integrativi firmati con i dipendenticomunali e messo in mora i lavoratori,chiedendo indietro somme variabili da alcunecentinaia di euro a 18mila euro. «Renzi», dice ilcoordinatore della Rsu comunale «sembra unoche si fa vedere da tutti mentre pulisce il giardinopubblico, mentre in casa sua butta il sudiciosotto al tappeto». Se Renzi vuole davvero cambiareverso, forse farebbe bene a cominciare daltappeto di casa. di Luciano Capone

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