CATEGORIE

Mario Draghi respinge al mittente la nomina al Colle: "Non farò mai il politico"

di Nicoletta Orlandi Posti domenica 4 gennaio 2015

2' di lettura

Il suo è uno dei nomi più accreditati per il passaggio di testimone al Colle quando Giorgio Napolitano smetterà i panni del presidente della Repubblica. Finora se ne era stato zitto a sentire tessere i suoi elogi, con il fine di spedirlo al Colle, da parte dei poteri forti dell'Ue, Angela Merkel in testa. Non ha battuto ciglio anche se sentiva il gelo di Matteo Renzi o di Silvio Berlusconi. Adesso Mario Draghi parla e per la prima volta rimanda ogni ipotesi di nomina quirinalizia al mittente. "Non voglio essere un politico", ha detto il presidente della Bce al giornale tedesco Handelsblatt. "Il mio mandato di presidente Bce prosegue fino al 2019", ha sottolineato Draghi, in merito all’eventuale successione al presidente Giorgio Napolitano. "Abbassare le tasse" - Draghi ha proseguito con un’analisi della situazione economica confermando che la Bce è pronta a intervenire all’inizio di quest’anno se divenisse necessario. "Il rischio che non rispettiamo il nostro mandato sulla stabilità dei prezzi è superiore oggi rispetto a sei mesi fa", afferma Draghi. "Stiamo attraversando una fase tecnica di preparazione in modo da calibrare l’importo, la tempistica e la composizione delle nostre misure di inizio 2015 in caso si dovesse far fronte a un periodo prolungato di bassa inflazione. C'è l’unanimità del Consiglio». Secondo Draghi, il rischio di deflazione per l’Eurozona è limitato ma se l’inflazione rimanesse troppo bassa troppo a lungo la Bce avrebbe la necessità di intervenire. L’acquisto di titoli di Stato rientra tra gli strumento che la Bce potrebbe utilizzare - ha sottolineato Draghi - ma il finanziamento diretto ai paesi dell’Eurozona, vietato dal trattato europeo, deve essere evitato. Draghi nega poi un ’break-up dell’Eurozona: «Non succederà, è per questo che non esiste alcun piano B». Draghi ha ribadito la necessità di riforme strutturali, di riduzione del peso fiscale e del taglio dei costi dell’amministrazione pubblica in modo da sostenere il recupero dell’economica dell’Eurozona definita "fragile e irregolare".

tag
mario draghi
giorgio napolitano
successione
quirinale
presidente della repubblica

Pronti a tutto Quirinale, l'inciucio di Franceschini per fermare Giorgia Meloni

L'antennista In Onda, Meloni e l'incubo-Quirinale: una puntata imbarazzante

Geometrie pericolose Mario Draghi, "chi lo sogna al Colle": elezioni, la variabile del pareggio

Ti potrebbero interessare

Quirinale, l'inciucio di Franceschini per fermare Giorgia Meloni

El. Ca.

In Onda, Meloni e l'incubo-Quirinale: una puntata imbarazzante

Claudio Brigliadori

Mario Draghi, "chi lo sogna al Colle": elezioni, la variabile del pareggio

Zona Bianca, Conte a Grillo: "Non lo ricordo in prima linea contro Draghi"

Redazione

Schlein e Conte demoliti da Tabacci: "Vicenda ridicola, ma scherziamo?"

Nel centrosinistra monta la rivolta contro le primarie. E soprattutto, il timore di perdere una vittoria che dopo il suc...

Cdm, via libera al dl Carburanti: taglio delle accise fino al 5 settembre

È terminato a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri, durato circa 10 minuti. Il Cdm ha dato il via libera al de...

Giorgia Meloni, il governo più longevo della storia? Clamorosa rosicata di Repubblica

Giorgia Meloni sta per diventare la premier alla guida del governo più longevo della storia della Repubblica ital...
Redazione

Superbonus, il confronto choc con le baby pensioni: "Il più grande disastro economico"

"Secondo le più recenti stime del MEF, il costo del Superbonus ha superato i 174 miliardi di euro: quasi cin...
Redazione