CATEGORIE

Belpietro: "Napolitano è il peggiore, ci è costato 16 milioni e tanti guai"

di Ignazio Stagno domenica 4 gennaio 2015
3' di lettura

Che cosa resta di Giorgio Napolitano? La predica inutile di anziano parroco di campagna. Analizzando nel dettaglio i 22 minuti con cui il capo dello Stato la sera del 31 dicembre ha annunciato ufficialmente che lascerà a breve l'incarico, si scopre infatti che il presidente della Repubblica non ha detto nulla di concreto. Non dico che ci fosse da aspettarsi parole chiare e definitive su temi come le riforme o la politica economica necessaria a rilanciare l'Italia, però almeno qualche cosa di più di un’esortazione a fare i bravi ragazzi forse gli italiani se l'aspettavano. Da uno che per nove anni è stato ai vertici del Paese, ne ha rappresentato l'immagine all'estero e, purtroppo, ne ha condizionato la guida facendo e disfacendo i governi, forse ci si sarebbe attesi un intervento un po' più efficace delle quattro chiacchiere banali impartiteci. Invece l'uomo forte dell'Italia, l'unico inquilino del Colle che nella storia repubblicana sia riuscito a farsi eleggere due volte, colui che ha visto nascere e morire quattro governi e mezzo (il mezzo è quello in carica, che non è un governo ma la succursale di casa Renzi e ancora non si sa quanto durerà), ha scelto di dire frasi scontate sull'orgoglio nazionale, sulla necessità di riscatto e sull'importanza di rimanere uniti. Tutte cose che ovviamente gli italiani ignoravano fino a ieri e che attendevano con viva preoccupazione che venissero loro rivelate la sera di fine anno. Sui suoi errori, sugli esecutivi che ha contribuito ad affossare e quelli che ha brigato per far nascere convinto che ci avrebbero tirato fuori dai guai e che avrebbero fatto contenta Angela Merkel, neanche una parola. Napolitano se l'è cavata con la frase di rito: giudicheranno gli altri, fra un po'. Eppure le cifre del disastro sono sotto gli occhi di tutti, di lui in particolare visto che dispone di eserciti di consiglieri. Nella storia mai la disoccupazione aveva raggiunto livelli così alti e per la statistica mai il debito pubblico era riuscito a raggiungere simili vette. Stiamo peggio di nove anni fa, quando Napolitano fu eletto da quello che di lì a breve sarebbe diventato il Pd. Ma soprattutto stiamo peggio di tre anni fa, quando il capo dello Stato prendendosi un potere che la Costituzione non gli ha mai assegnato fece un governo del presidente, affidandolo a Mario Monti, cioè a una specie di commissario tecnico, il quale, invece di farci uscire dalla crisi ci ha fatto entrare in recessione. Non smetteremo mai di ricordare gli errori del capo dello stato perché hanno cambiato il Paese e non in meglio. Non dico che la colpa sia tutta di Napolitano, ma certo è anche di Napolitano, il quale si è rivelato il peggior presidente di tutti i tempi, battendo perfino Oscar Luigi Scalfaro, un capo dello stato che per i suoi interventi a gamba tesa contro una sola parte politica pareva insuperabile. L'attuale inquilino del Quirinale ha saputo far peggio, dimostrandosi se possibile più parziale del suo predecessore. Basti dire che se al governo Berlusconi egli ha spesso dato l'altolà, negando l'urgenza di un decreto (ad esempio quello che avrebbe dovuto tranquillizzare l'Europa e i mercati finanziari nell'estate del 2011), al governo Renzi ha consentito tutto: di mettere la fiducia su ogni cosa e di intervenire in fretta saltando ogni procedura. È per questa ed altre ragioni che, pur prendendo per buono il calcolo fatto dal Movimento Cinque Stelle su quanto sono costati agli italiani 70 anni di carriera politica di Napolitano (16 milioni, cifra che fa conquistare all'uomo del Colle il primo posto fra gli esponenti della Casta: nessun altro infatti può vantare un curriculum parlamentare lungo mezzo secolo), ci permettiamo di ricordare che la "paghetta" del capo dello Stato è poca cosa se confrontata con il resto. Provate a calcolare ad esempio quanti punti di Pil è costata la stangata di Monti di cui Napolitano è stato il diretto ispiratore? Un danno che può essere conteggiato in miliardi e che fa impallidire i 16 milioni di stipendi. Non dico che questi siano giustificati, soprattutto ora che tutti tirano la cinghia, ma forse più di un italiano sarebbe disposto a pagare lautamente un bravo presidente capace di tirarci fuori dai guai. Ecco, un bravo presidente, ossia ciò che Napolitano non è stato. Speriamo nel prossimo, anche se sentendo certi nomi non vorremmo a breve dover rimpiangere perfino "Il Peggiore". di Maurizio Belpietro maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it @BelpietroTweet

tag
giorgio
napolitano

Chi sa cosa Napolitano, bomba di Paolo Mieli: "Le registrazioni esistono ancora, verranno fuori"

Rimaneggiare Luciano Spalletti, siluro contro Mancini: Italia, "loro subito titolari"

cupido Uomini e Donne, Gemma Galgani e il colpo di scena in studio: tra i corteggiatori si ritrova Giorgio

Ti potrebbero interessare

Napolitano, bomba di Paolo Mieli: "Le registrazioni esistono ancora, verranno fuori"

Luciano Spalletti, siluro contro Mancini: Italia, "loro subito titolari"

Claudio Savelli

Uomini e Donne, Gemma Galgani e il colpo di scena in studio: tra i corteggiatori si ritrova Giorgio

Marta Beretta

Camera e Senato, aria di ribaltone: i 58 "indipendenti" che possono decidere chi governerà

Giulio Bucchi

Vincenzo De Luca, inchiesta e blocco dei pagamenti al manager voluto dall'ex governatore

Guai in vista per l’uomo d’oro di Vincenzo De Luca, “Mister Ciuf Ciuf” Umberto De Gregorio, ex p...
Simone Di Meo

Pd, "una gara a logorare Elly Schlein": il nome dietro alla trappola

Le primarie? Si rischia un "bagno di sangue". A pensarlo, dopo che l'ex ministro Roberto Speranza ci ha me...

Schlein e Conte demoliti da Tabacci: "Vicenda ridicola, ma scherziamo?"

Nel centrosinistra monta la rivolta contro le primarie. E soprattutto, il timore di perdere una vittoria che dopo il suc...

Cdm, via libera al dl Carburanti: taglio delle accise fino al 5 settembre

È terminato a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri, durato circa 10 minuti. Il Cdm ha dato il via libera al de...