(Adnkronos) - Per quanto concerne la richiesta dello sblocco del patto di stabilità, i Comuni, esigendo comunque "l'esclusione totale dalle regole gli investimenti realizzati con risorse proprie, stigmatizzano l'assurda situazione che vede il legislatore da una parte imporre severe norme per rendere sicuri gli edifici pubblici e dall'altra altrettanto rigidi vincoli finanziari che non permettono di fare nemmeno gli investimenti più urgenti e indifferibili", hanno spiegato i sindaci. La diversità dell'approccio di questa iniziativa, rispetto alle tante altre promosse in passato dagli Enti locali nei confronti del Governo, è stata più volte evidenziata dai sindaci e dagli assessori dei Comuni della Marca: "non è una battaglia contro qualcuno ma una richiesta di uguaglianza, compatta e mirata, equilibrata, finalizzata a pochi ma essenziali obiettivi, candidando di fatto il Veneto a condurre un "progetto pilota", la sperimentazione di un metodo nuovo di gestire la finanza locale". In altre parole, i sindaci privilegiano la proposta al lamento, avvertendo, però, che "se rimarranno ancora una volta inascoltati, non esiteranno a mettere lo Stato sotto accusa, ricorrendo alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzioni e per il mancato rispetto degli articoli della Costituzione che sanciscono che gli Enti locali sono 'equiordinati' allo Stato e non sue emanazioni, come invece emerge chiaramente dalle norme finanziarie che hanno ormai quasi cancellato la loro autonomia, trasformandoli in gabellieri dello Stato stesso, con le nuove imposte locali che sono diventate aggiuntive e non sostitutive di quelle nazionali".(segue)