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Movimento 5 Stelle, maxi-multa per gli sfiduciati che non lasciano la poltrona

di Matteo Legnani domenica 30 marzo 2014

2' di lettura

Lo si può chiamare multa (o meglio: maxi-multa). E' il versamento di 250mila euro che ogni candidato alle europee dei 5 Stelle si impegna formalmente a versare se si rifiutasse di dimettersi dalla carica una volta sfiduciato dagli attivisti del suo territorio. Ovvero, nel caso delle europee che funzionano su cinque grandi circorscrizioni, della sua circoscrizione. E', questa, l'ultima clamorosa novità introdotta da Beppe Grillo in vista delle elezioni europee del prossimo 25 maggio. L'impegno formale a pagare la maxi-multa verrebbe sottoscritto al momento della candidatura, in vista della quale il leader 5 stelle ha definito i criteri. Basteranno 500 attivisti certificati per sancire l'espulsione del deputato europeo dal gruppo. A gestire tutta la procedura sarà lo stesso leader, affiancato da un ristretto staff di "iscritti al Movimento". Una sorta di "cerchio magico" di fedelissimi nel quale rientrano i deputati Roberta Lombardi, Vito Crimi, Roberto Fico, Luigi Di Maio, Riccardo Nuti, Alessio Villarosa, il senatore Vito Crimi, Davide Barillari e Silvana Carcano (già candidati alla presidenza del Lazio e della Lombardia), Stefano Patuanelli (consigliere comunale friulano) e Gianni Benciolini, consigliere comunale di Verona. Le maglie per accedere a un posto in lista sono abbastanza larghe. Si potranno infatti candidare tutti gli iscritti entro il 31 dicembre 2012, che saranno votati online da chi ha aderito al Movimento non oltre il giugno 2013. Oltre al solito requisito della fedina penale immacolata, ne spunta un altro. All'elettorato attivo e passivo non potranno accedere i "diffidati", cioè tutti coloro che, per un motivo o per un altro, sono stati raggiunti da una lettera del legale dell'ex comico che li ha interdetti dall'utilizzo del simbolo. I candidati verranno votati due volte sul web, entrambe con tripla preferenza. Dopo il primo turno, accederà alle liste solo chi, nelle cinque circoscrizioni elettorali, avrà conseguito il maggior numero di preferenze personali. I migliori secondi (in numero variabile da circoscrizione a circoscrizione), si giocheranno i rimanenti posti in una sorta di ballottaggio.

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