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Forza Italia spaccata, il partito verso la scissione

di Andrea Tempestini domenica 30 marzo 2014

3' di lettura

Silvio Berlusconi drammatizza lo scontro. Come fa di solito per caricare i suoi. Stavolta però ha motivazioni più convincenti per calcare la mano. Il 25 maggio, dice, sarà l’Armageddon dell’ex premier: «Questa è davvero l’ultima occasione, la chiamata in campo definitiva. Dobbiamo tutti impegnarci affinché il centro-destra prevalga e sia garantita la sicurezza dei nostri diritti, dei nostri beni, della nostra libertà. Siamo alla sfida finale». Parole contenute in una lettera inviata a Francesco Storace, leader della Destra. Ma, mentre Silvio prova a tenere unita la coalizione con la chiamata alle armi, rischia di perdersi pezzi importanti del suo partito. Caso campano A Napoli c’è un bel caos. Domenica si terrà la convention di Forza Campania, i fedelissimi di Nicola Cosentino mostreranno la forza dei propri numeri. Dopo l’ufficializzazione dell’ufficio di presidenza, i descamisados campani hanno deciso di rompere gli indugi. Domani, all’hotel Romeo, presenteranno il simbolo del nuovo partito e annunceranno la presentazione di liste per partecipare al voto amministrativo in tutta la Campania. Non è sicura la partecipazione dell’ex sottosegretario all’Economia, che continua ufficialmente a dichiararsi fuori dall’impegno politico attivo. Sarà assente anche il senatore di Gal Vincenzo D’Anna. Che, al Velino, spiega: «Forza Campania non si candida alle Europee, non è un fenomeno nazionale ma regionale, che nasce dalle contestazioni interne a Forza Italia» verso il governatore Stefano Caldoro e verso la nomina del coordinatore azzurro Domenico De Siano. «È nata», chiarisce D’Anna, «per interferenze in Forza Italia di soggetti che non sono politici, leggasi signora Pascale, e sulla spinta dell’assoluta inadeguatezza di De Siano a ricoprire il ruolo che fu di Cosentino e di Nitto Palma». D’accordo, fenomeno locale. Però è chiaro che, con l’election day del 25 maggio, le liste separate alle Amministrative faranno mancare parecchi voti ai candidati di Forza Italia per il Parlamento europeo. Un caso analogo rischia di esplodere in Liguria. Dove gira voce di un’altra possibile scissione se Claudio Scajola dovesse essere escluso dalla competizione comunitaria. Il diretto interessato getta acqua sul fuoco. Nel momento in cui Berlusconi in persona si impegna a compilare liste «autorevoli e competitive», l’ex ministro dello Sviluppo economico si sente già dentro. Non avrebbe senso escludere uno che può dare una mano significativa, spiegano i suoi, nella circoscrizione Nord Ovest. Sarebbe «un affronto intollerabile» se il cerchio magico dovesse avere la meglio sui consiglieri regionali, i sindaci, i club della Liguria che hanno firmato il documento pro Scajola inviato a Silvio, a Verdini, a Toti e compagnia. Berlusconi? Anche ieri a Palazzo Grazioli sono proseguite le riunioni con i coordinamenti regionali. L’impostazione del presidente di Forza Italia rimane invariata: largo alle facce nuove, nell’angolo la vecchia guardia. Ma, alcune eccezioni, Silvio dovrà farle per forza. Il caso di Raffaele Fitto è emblematico. Ricorso al Tar  Intanto il 10 aprile si avvicina. E si arricchisce di un nuovo appuntamento. Non sarà solo il giorno in cui il Tribunale di Milano deciderà se affidare Berlusconi ai servizi sociali o se relegarlo agli arresti domiciliari. Per quella data è atteso anche il giudizio del Tribunale amministrativo di Roma, che dovrà decidere sul ricorso preparato dai legali Guerino Fares, Luigi Medugno e Annalisa Lauteri. Collegio difensivo del Cavaliere che chiede di sospendere e annullare il provvedimento della questura della capitale, che nega a Berlusconi la possibilità di viaggiare nei Paesi Schengen. Oppure, in alternativa, di rimettere la questione alla Corte di Giustizia europea. È noto che a Silvio sia stato ritirato il passaporto in seguito alla condanna definitiva per frode fiscale. Allora, per partecipare ai vertici del Ppe, Berlusconi si era rivolto alla Questura chiedendo un’integrazione sulla carta di identità che permettesse il movimento nei Paesi dell’area Ue. Concessione negata. A meno che il 10 aprile Silvio non trovi un giudice. A Roma. Salvatore Dama

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