Di Maio sul Blog delle Stelle ha cercato di giustificare in un lungo post la posizione del suo Movimento riguardo al Mes. Merita una attenta disamina. Scrive Di Maio: «Il ministro degli Esteri sono io e vi posso assicurare che ieri non è stata votata nessuna autorizzazione, né a firmare il Mes, né a chiudere l' accordo sul Mes, perché altrimenti io mi sarei rifiutato». Formalmente Di Maio ha ragione, né lui né Conte hanno ancora firmato nulla. Ma la risoluzione parlamentare votata mercoledì dalla maggioranza giallo-rossa autorizza il Presidente del Consiglio a proseguire nell' iter di adozione della riforma del Mes, chiedendo in cambio, per salvare la faccia, ai partner europei un paio di cosette che non ci daranno mai. Continua Di Maio: «Lo sapete quando è iniziato il negoziato che ha istituito il meccanismo europeo di stabilità che poi ha massacrato la Grecia? Alla fine del 2010. Chi c' era al governo? Berlusconi, la Lega e la Meloni. Lo sapete quand' è che è entrato nel nostro ordinamento il Mes? GUARDA IL VIDEO - "Ve lo spiego con un disegnino". Di Maio disperato, fino a dove si spinge Nel luglio del 2012 e chi c' era in Parlamento che ha votato questa roba? Berlusconi insieme alla Meloni». Non è corretto. L' attuale Mes è stato oggetto di negoziato avviato dal governo Berlusconi IV nel 2010, ratificato da Pd e PdL nel 2012, ma la riforma attualmente oggetto di discussione - che vedrà la ratifica coi voti favorevoli di 5Stelle e Pd - è peggiorativa rispetto al Mes contrattato dall' ultimo governo Berlusconi. Per la cronaca, in quel governo Giorgia Meloni era ministro delle politiche giovanili, senza responsabilità in materia economia o di affari esteri. Per quanto riguarda invece la ratifica del 2012, la Lega votò contro, mentre PdL e Pd a favore. Quello stesso Pd che oggi è al governo col M5S occupando metà dei ministeri. Di Maio nel "nuovo" Mes non ha fatto altro che prendere il posto che Berlusconi aveva in quello "vecchio". La svolta nel 2018 - Terzo punto: «La riforma del Mes è iniziata nel 2018 e le parti più importanti di questa negoziazione hanno visto il nuovo inizio verso la fine del 2018. Chi c' era al governo durante questa riforma del Mes? MoVimento 5 Stelle e Lega di Matteo Salvini. Ora, se Matteo Salvini era contro il Mes, perché quando abbiamo iniziato la riforma del Mes si è opposto ad andare contro il Mes ma ha avallato il concetto di iniziare una riforma per migliorarlo?». Di Maio - gli va pur riconosciuto - non ha tutti i torti. Dalla fine del 2018 a metà 2019 la Lega non dice nulla, anche se, a dire il vero, l' idea franco-tedesca di avviare una riforma del Mes viene concretamente fuori solo a novembre 2018. Fino a maggio 2019 le trattative non entrano nel vivo ed è ragionevole pensare che la Lega volesse anch' essa migliorare il Mes, ma quando il senatore Bagnai - riunitosi con Conte ed altri nel giugno 2019 - lesse la bozza del testo di riforma in inglese, informò subito Salvini che c' era la fregatura. E Salvini lo ascoltò. Tanto è vero che la risoluzione parlamentare dell' allora maggioranza giallo-verde del 19 giugno inibiva il presidente del Consiglio dall' imbastire trattative peggiorative sul Mes. Ma la frittata Conte l' aveva già fatta, tant' è che violerà l' art. 5 della Legge n. 234/2012, non informando le Camere sul fatto che non aveva rispettato il mandato parlamentare. L' unica cosa che - a nostro modesto avviso - si può rimproverare al senatore Bagnai è di aver reso pubblico quello che stava accadendo a novembre quando avrebbe potuto farlo a giugno. Sarebbe stato un ottimo motivo per la crisi di governo. Il tradimento - Quarto punto: «Quando stavano al governo e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio era un certo Giancarlo Giorgetti, che era uno dei firmatari della legge sul pareggio di bilancio che è entrato in Costituzione con il famoso articolo 81 della Costituzione, la Lega realizzò insieme a noi che l' unica cosa che potevamo fare per evitare che il Mes fosse il fondo che ha stritolato la Grecia, era migliorarlo». Precisiamo. Giancarlo Giorgetti non ha firmato proprio niente, fu solo relatore - in qualità di allora presidente di una delle due commissioni economiche a Montecitorio - della legge costituzionale che recepiva in Costituzione il vincolo del pareggio di bilancio, legge costituzionale votata anche da quello stesso Pd che oggi è al governo col M5S. La Lega nella seconda deliberazione prevista dall' art. 138 della Costituzione (che è quella più importante) votò contro. E peraltro fu proprio Giorgetti che per evitare i danni maggiori si inventò la locuzione «equilibrio di bilancio» con la possibilità di ricorrere all' indebitamento tenuto conto dei diversi cicli economici e su deliberazione da parte del Parlamento a maggioranza dei suoi componenti. Ragione per la quale oggi il M5S finanzia a deficit il reddito di cittadinanza. Dulcis in fundo: «Io posso soltanto dirvi che se vogliamo credere che la Meloni, Berlusconi, la Lega del 2010 non sono mai esistiti, possiamo anche farlo, possiamo anche credere che il problema dell' Italia e anche la causa del Mes sia il MoVimento 5 Stelle, che non era il Parlamento nel 2010». Qui si scade nella cattiva retorica. Lo abbiamo già scritto: il governo Berlusconi IV firmò l' attuale Mes, ratificato in Parlamento non dalla Lega ma da quel Pd che oggi è al governo coi 5Stelle. Ma perché insistere tanto sul vecchio MES? La ragione è semplice. Il programma elettorale del M5S prevedeva «la liquidazione del Mes», altro che la sua riforma. Di Maio cerca di arrampicarsi sugli specchi, ma in realtà è venuto meno al programma con il quale si era presentato alle elezioni. Per questo molti oggi anche all' interno del suo Movimento parlano di tradimento. di Paolo Becchi e Giuseppe Palma Nel video di Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, l'accusa di Di Maio a Salvini: "Poteva far saltare il Mes"