A tenere banco il caso Sea Watch, la nave Ong tedesca che ha soccorso immigrati in acque libiche e che ora stazione a ridosso delle acque territoriali italiane. Matteo Salvini ha già fatto sapere che non verrà dato il permesso di approdare in alcun porto. E, nel frattempo, monta la polemica politica, con il M5s che spinge per trovare una soluzione e il premier, Giuseppe Conte, che ha sottolineato: "Il mio governo sul fronte delle migrazioni ha una politica molto articolata, non è solo un problema di porto o non porto". Anche il presidente del Consiglio, ancora una volta, si appiattisce sulle posizioni M5s. E, pronta, nel corso di una diretta Facebook, arriva la replica del ministro dell'Interno: "Immaginavo che combattere il business dell'immigrazione clandestina e togliere miliardi di euro dalla pancia di qualcuno avrebbe creato dei problemi a me e la Lega; immaginavo che combattere seriamente mafia, camorra, 'ndrangheta e spaccio di droga avrebbe creato qualche problema a me e la Lega. Ma vado avanti - rimarca Salvini -. Nessuno pensi di riaprire i porti, nessun ministro e neanche il presidente del Consiglio pensi di ordinare a me di far entrare la nave che illegalmente ha raccolto i migranti e vorrebbe arrivare in Italia, no. Se qualcuno pensa di riaprire i porti ha trovato il ministro sbagliato e il partito politico sbagliato. Faccio finta di non sentire e vado avanti", conclude con parole durissime e altrettanto chiare. Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev Leggi anche: "Migranti a casa uno a uno": Salvini, la pazienza è finita