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Beppe Grillo, Paolo Becchi: "Le dimissioni di Di Maio e la partita sporca del comico in Emilia Romagna"

di Davide Locano domenica 26 gennaio 2020

2' di lettura

Dello strano ed emblematico silenzio di Beppe Grillo dopo le dimissioni di Luigi Di Maio dal ruolo di capo politico del M5s ne abbiamo già parlato: un chiaro messaggio, la rottura è insanabile. Ma non c'è solo il silenzio, rotto nella tarda mattinata di venerdì con uno scarno e freddo tweet. C'è anche la strategia che il comico, secondo Paolo Becchi, starebbe seguendo. Il filosofo, infatti, ragiona: "Ma come il Capo si dimette e il Garante tace? Certo, il regista dell’operazione è meglio che dopo aver lanciato il sasso nasconda la mano", affermava riferendosi ovviamente a Grillo, che avrebbe mosso le pedine sulla scacchiera. Parole pronunciate prima del tweet del capo-comico, che però non cambia di una virgola il qudro. Leggi anche: "Cosa deve dire su Grillo": Becchi, l'affondo dopo le dimissioni di Di Maio "Si vota in Emilia e in Calabria ma l’Elevato non si è spostato da Sant'Ilario - riprende Becchi -. Della Calabria non importa più niente a nessuno. Il M5s non entrerà neppure in consiglio regionale. Ma gli interessi in Emilia sono forti - sottolinea il filosofo -. Se Grillo dopo essersi liberato di Di Maio vuole realizzare il suo progetto deve far vincere Bonaccini in Emilia. Il suo silenzio può essere interpretato in un modo soltanto: non votateci. E votate Bonaccini. La partita di domenica è dunque anche la partita di Grillo contro Salvini", rimarca. Dunque, il commento durissimo: "Una partita sporca perché mira a sconfiggere Salvini distruggendo il suo stesso candidato". E per tutelare il candidato, questo scarno tweet non può bastare: PER ASPERA AD ASTRA Grazie Luigi per come hai gestito la situazione, per tutto quello che hai fatto per il M5S e per quello che continuerai a fare. In alto i cuori!— Beppe Grillo (@beppe_grillo) January 24, 2020 Infine, da parte di Paolo Becchi, una considerazione relativa all'ultimo appuntamento elettorale in Emilia Romagna, giovedì sera a Bologna, dove sul palco c'era proprio Di Maio. Ad ascoltarlo, appena 200 persone: "Un partito che mira a far vincere un altro partito che partito è?", conclude Becchi.

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