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Appello per il diritto al voto degli studenti Erasmus, mobilitazione sui social network

domenica 20 gennaio 2013

2' di lettura

Roma, 17 gen. (Adnkronos) - Sono oltre 20.000 gli studenti italiani che si trovano all'estero per motivi di studio e per i quali non sarà possibile votare per corrispondenza alle prossime elezioni del 24 e 25 febbraio. Gli studenti che temporaneamente risiedono all'estero non sono infatti compresi nella lista di quelli che vi si trovano per motivi di servizio o missioni internazionali e che quindi possono beneficiare del voto per corrispondenza. Secondo le leggi in vigore queste categorie sono "gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all'estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali; i dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all'estero per motivi di servizio e i professori e ricercatori universitari". Gli studenti Erasmus, non appartenendo a nessuna delle tre categorie sopraindicate, non possono neanche iscriversi all'anagrafe dei cittadini italiani residenti, prevista per chi vive all'estero per periodi superiori ai 12 mesi, perché i programmi Erasmus hanno una durata inferiore. "Gli studenti speravano che venisse riconosciuta loro la possibilità di votare per corrispondenza, ma ciò non è avvenuto. I commenti sulla rete sono il segnale più evidente della loro frustrazione . La mobilitazione è già partita sui social network ed è subito partita una petizione on-line per chiedere al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, di adottare misure per garantire loro il diritto di voto", spiegano i promotori dell'iniziativa. "Nei giorni scorsi avevo scritto una lettera aperta ai principali quotidiani italiani, senza però ricevere nessuna risposta. A quel punto ho pensato di ricorrere a strumenti di mobilitazione on-line è ho lanciato la petizione su HYPERLINK "http://change.org/" Change.org e adesso vedo che la notizia inizia a uscire", racconta Cristiano Lorenzi autore della petizione e studente di filologia italiana all'interno di un programma di studio presso l'Università di Tubinga in Germania. "Questa petizione nasce dalla volontà di riunire tutti gli studenti italiani all'estero che non avranno la possibilità di esercitare il loro diritto di voto, a meno di non organizzarsi a proprie spese per tornare a casa, e di sensibilizzare l'opinione pubblica e i nostri rappresentanti su questa situazione di ingiustizia.", conclude Lorenzi.

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