Roma, 18 gen. (Adnkronos) - "L'agricoltura, patrimonio della comunita' nata e cresciuta con la bonifica dell'agro pontino, deve tornare ad essere settore economico trainante del territorio". Ad affermarlo e' il candidato governatore di CasaPound Italia alla Regione Lazio, Simone Di Stefano, che questa sera incontrera' gli agricoltori pontini, per ascoltare le loro richieste e mettere sul tavolo le soluzioni di Cpi per far uscire il settore primario dalla pesante crisi che attraversa. "L'aumento dei campi incolti a causa della sproporzione tra i costi della produzione e i prezzi di vendita dettati dai grossisti, il problema quote latte, Equitalia che confisca i beni necessari alla produzione: e' da tempo che gli agricoltori pontini chiedono risposte alla politica senza ottenere soluzioni - sottolinea - I produttori di Latina stanno ancora pagando lo scotto del 'corridoio verde' voluto da Alemanno ai tempi in cui era ministro dell'Agricoltura, un canale preferenziale che permette a merci nord africane senza controllo chimico/sanitario di essere incassettate e vendute come made in Italy prodotto dell'agro pontino: una misura assurda a cui va immediatamente posto rimedio. Cosi' come vanno sottratti alle consorterie e messi sotto controllo esclusivamente pubblico i Centri assistenza agricola gestiti dalle organizzazioni di categoria". "Dal canto suo, Cpi, che, a elezioni ancora lontane, si e' fatta promotrice di una pdl di iniziativa popolare per impedire a Equitalia di toccare i mezzi di produzione dell'azienda, ritiene che il rilancio dell'economia regionale e del settore agricolo in particolare passino innanzitutto dal promuovere le condizioni perche' il 'made in Lazio' possa essere sempre la prima scelta per i cittadini: una scelta conveniente economicamente e sul fronte della qualita', e da questo punto di vista propone l'introduzione di due misure quasi a costo zero: l'imposizione di una etichetta antispeculazione, con l'indicazione della provenienza e del prezzo all'origine, per i beni agroalimentari in vendita presso la gdo, e la creazione di una rete di mercati regionali che vendano esclusivamente prodotti agroalimentari del Lazio".