Angelino Alfano e Raffaele Fitto
Angelino Alfano si arrabbia quando lo paragonano al "traditore" Gianfranco Fini. Durante La Telefonata con Maurizio Belpietro, questa mattina su Canale 5, dice che il confronto è inaccettabile: "Noi siamo tutti frutti o rami dell’albero berlusconiano. Non accettiamo paragoni che non ci appartengono per storia, biografia e anche per rapporto con Berlusconi, perché con lui abbiamo un rapporto di grande affetto e un vincolo non paragonabile a quello di altri". Sembrava finita lì, invece questa dichiarazione, insieme a quelle pubblicate dal Corsera, in cui il ministro dell'Interno sosteneva quanto avesse a cuore l'unità del partito e le sorti del Cav, ha scatenato Raffaele Fitto. "Il tempo delle ipocrisie, delle parole dolci verso Silvio Berlusconi ma degli atti ostili nei suoi confronti, deve finire", ha tuonato il capo dei "lealisti". Altrimenti il rischio non è che si voglia 'guastare la festa' al presidente Berlusconi, ma che si voglia 'fargli la festa'". Il riferimento è alle parole che il vicepremier ha detto al direttore Belpietro, ovvero che non è intenzione sua e dei filogovernativi andare al Consiglio Nazionale di sabato per rovinare la festa al Cavaliere. "L'onorevole Alfano descrive sul Corriere della Sera un quadro unitario, sereno, nel quale non sembrano esservi ombre, semplicemente perché sceglie di eludere i nodi di fondo", incalza Fitto. "Altri a lui vicini, contemporaneamente, si incaricano di chiarire lo scenario: Berlusconi deve di fatto mettersi da parte (al di là dei consueti omaggi formali); il Governo deve essere sostenuto 'a prescindere'; il voto sulla decadenza, al di là di qualche lacrima di coccodrillo, non deve produrre conseguenze; quanto alla legge di stabilità, sarà quel che sarà". Per Fitto "è il momento di dire con assoluta chiarezza che noi riteniamo inaccettabile questo approccio. Non crediamo che Silvio Berlusconi debba mettersi da parte, perchè è stato scelto (lui, non altri) da milioni di elettori; non crediamo che un partito serio possa mai permettersi di accucciarsi davanti a un esecutivo, rinunciando a posizioni chiare; non crediamo che il voto sulla decadenza possa essere considerato un evento scontato e quindi da subire come se nulla fosse; e non crediamo che si possa tradire il patto con i nostri elettori accettando il ritorno delle tasse sulla casa". E ancora: "Riteniamo che sia ormai un vero e proprio 'metodo buffo' che si continui a parlare di 'metodo Boffo' da chi, da sempre, ha avuto solo onori, ruoli e trattamento in guanti bianchi. Nello stesso modo, consideriamo inaccettabile la sequenza di dichiarazioni del premier Letta, sempre senza risposta dei nostri ministri, verso Silvio Berlusconi. Così come è grave e sintomatico che non vi sia stata alcuna smentita alle battute e alle irrisioni che alcuni giornali hanno attribuito al ministro Saccomanni verso il nostro leader". "E se un 'metodo' va quindi denunciato, è quello di chi, tra una riunione di corrente e l'assenza alle riunioni ufficiali di partito, vuole solo guadagnare tempo per realizzare un percorso alternativo rispetto a Silvio Berlusconi, ai nostri programmi e ai nostri elettori", conclude l'ex governatore della Puglia.