Roma, 13 nov. (Adnkronos/Ign) - La sicurezza è garantita. Non c'è stata violazione dei dati di cittadini o di membri del governo. Lo ha assicurato il premier, Enrico Letta, nella sua audizione al Copasir. Letta, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, ha spiegato che l'"impianto legislativo" italiano per quel che riguarda la tutela della privacy ha funzionato bene. Al comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, presieduto da Giacomo Stucchi, il presidente del Consiglio ha assicurato che la macchina dei Servizi dopo cinque anni funziona a pieno ritmo, e garantisce la sicurezza dei cittadini. Il nostro Comparto Intelligence, ha inoltre riferito il premier, secondo quanto hanno spiegato il presidente Stucchi e il vicepresidente Giuseppe Esposito, non erano interessati al programma Tempora. L'Italia non ha partecipato al Datagate e i nostri 007 non hanno mai avuto un ruolo nelle intercettazioni massive. Ci sono anche delle testimonianze per iscritto del rifiuto dell'Italia nei confronti di altri Paesi a partecipare allo scambio e alla raccolta di dati sensibili, ha spiegato Letta. Il presidente del Consiglio, come raccontano fonti parlamentari, ha fatto riferimento a una richiesta del governo inglese nell'ambito del programma Tempora su materiale relativo a "soggetti specifici", non quindi una massiccia richiesta di dati, che l'Italia ha però declinato. Il caso era quello di alcuni soggetti di origine pakistana che si trovavano sul nostro territorio ed era motivato dalla necessità di svolgere indagini anti terrorismo. Al termine dell'audizione a Palazzo San Macuto, Stucchi ha chiarito che "i nostri Servizi segreti non erano a conoscenza del programma Tempora. Nel 2008 furono contattati dai Servizi inglesi, ma non fu accolta la richiesta di collaborazione". "Era una fase particolare di ristrutturazione dei nostri Servizi segreti - ha proseguito Stucchi - e nemmeno il programma Tempora era denominato in quel modo. La proposta riguardava un programma di scambio, il nostro Paese non poteva farlo perché le leggi lo impediscono. E quindi questa richiesta è stata cassata". Per il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, "l'audizione di Letta è stata completa. Oltre alle informative sui casi di attualità come il Datagate e Nsa, il presidente del Consiglio ha relazionato anche su questioni di intelligence legate alla relazione annuale prevista dalla legge". Quanto alle rivelazioni di Edward Snowden, la talpa del Datagate, "Letta ha confermato che il perimetro di queste rivelazioni non è ancora ben noto, e bisognerà capire bene se quello che viene riportato è effettivamente vero o meno. E anche su questo - ha concluso Stucchi - esiste una legittima preoccupazione, ma non c'è stata nessuna violazione dei dati di cittadini italiani o di membri del governo". Letta riferirà alla Camera sul Datagate mercoledì prossimo, 20 novembre, alle 9.30.