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Colombe sul piede di guerra, pronte a disertare l'Ufficio di presidenza del Pdl

Verso la resa dei conti
domenica 27 ottobre 2013

2' di lettura

Roma, 25 ott. (Adnkronos/Ign) - E' atteso per le 17 a palazzo Grazioli l'Ufficio di presidenza del Pdl convocato da Silvio Berlusconi per sancire il passaggio formale alla nuova Fi. Un incontro decisivo dopo l'ultimo braccio di ferro sui futuri assetti organizzativi del partito. "Io non ci andrò, naturalmente parlo solo per me", annuncia Roberto Formigoni. Anche Carlo Giovanardi farà la stessa cosa: "Io non voglio ritornare a Fi, non è mai stato il mio partito". In queste ore circola con insistenza la voce che possano disertare l'appuntamento anche le altre tre 'colombe' (Angelino Alfano, Renato Schifani e Maurizio Sacconi) con diritto di voto che fanno parte dell'organismo direttivo del partito formato per lo più da 'falchi'. Dopo la riunione a palazzo Chigi, Angelino Alfano e i ministri pidiellini si sono recati a palazzo Grazioli per incontrare Silvio Berlusconi. Secondo fonti parlamentari dopo il colloquio con il Cavaliere la delegazione governativa dovrebbe tornare a riunirsi per fare il punto della situazione. Il Pdl vive, dunque, ore frenetiche precedute da una lunga notte di telefonate per Alfano. Il segretario pidiellino avrebbe sentito Berlusconi per chiederegli di preservare fino all'ultimo l'unità del partito e la tenuta delle larghe intese, evitando di consegnare Forza Italia nelle mani dei 'falchi' e di chi vuole estremizzare la partita politica interna sui futuri assetti organizzativi. Il Cavaliere, spiegano fonti parlamentari, avrebbe ribadito la volontà di evitare una scissione che non converrebbe a nessuno, riconoscendo il vicepremier come suo 'erede politico', purché prenda le distanze da chi rema contro e minaccia gruppi autonomi un giorno sì e un giorno no. In Transatlantico, a Montecitorio, si è diffusa la voce di un documento ad hoc messo a punto dalle 'colombe' (contrarie al passaggio formale alla nuova Fi con implicito azzeramento di tutte le cariche) al fine di rinviare l'Ufficio di presidenza. Qualcuno parla anche di una raccolta di firme, non solo tra deputati e senatori ma anche a livello di coordinatori locali, per certificare la protesta e dimostrare la forza degli 'alfaniani' anche sul territorio. I 'lealisti' non ci stanno e forti della 'maggioranza assoluta' sui 24 componenti effettivi del massimo organo direttivo del partito, avvertono i filogovernativi: "non pensino di fare giochetti strani, tipo rinviare l'Ufficio di presidenza, perché noi non ci stiamo, oggi sarà sancito il ritorno a Forza Italia e tutto deve tornare nelle mani del leader Berlusconi".

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