Roma, 20 feb. - (Adnkronos) - "Il legislatore ha inopinatamente ed irragionevolmente compresso il potere di iniziativa del Pubblico Ministero". Cosi' il presidente della sezione giurisdizionale per la Regione Lazio della Corte dei Conti, Ivan De Musso, nella sua relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2013. Secondo De Musso, il legislatore ha subordinato il potere del pm "alla ricezione di una 'specifica e concreta notizia di danno' e sottraendo cosi' alla sua azione aree di illeceita' amministrative che rimangono sconosciute perche' dolorosamente nascoste e limitando la perseguibilita' del danno all'immagine ad alcuni reati contro la Pubblica Amministrazione, escludendone altri di piu' grave riprovevolezza morale ed impatto sociale". Il Presidente De Musso ha comunque formulato l'auspicio che "il legislatore, riacquistando una maggiore serennita' di intenti, abbandoni definitivamente lo spirito di reazione avverso, in particolare, in alcune iniziative accusatorie delle procure della Corte che, ha ultimamente caratterizzato la frammentaria e inadeguata normativa emanata in materia di giurisdizione contabile".