(Adnkronos) - In linea il Ceo di piazza Cordusio: "Non ne parla nessuno - afferma Ghizzoni - ma spread a 270-290 punti sono in-so-ste-ni-bi-li. O si mandano giu' o ci sono problemi seri per l'economia italiana. Non ne parla nessuno, ma e' uno dei temi chiave che chiunque vada al governo dovra' affrontare. Siamo lontanissimi da quanto pagano i Paesi del Nord Europa". Lo spread Btp-Bund non e' importante solo perche' fornisce un indicatore dei rendimenti che lo Stato italiano dovra' corrispondere ai propri creditori: cento punti base in piu' rispetto al Bund, chiarisce Cucchiani, "vogliono dire 20 mld di euro in piu' di costo del debito pubblico. La differenza tra lo spread massimo, 575 punti, e quello minimo, 248, 'cuba' 65 mld di costi aggiuntivi per le finanze pubbliche". E attenzione, ammonisce il manager, "che, se si supera una certa soglia, i 700 punti base, si rischia di entrare in una situazione di non ritorno, in cui l'unica soluzione e' l'intervento del Fondo Monetario Internazionale". Vale a dire la perdita della residua sovranita' nazionale sulla politica economica. Agli occhi dei banchieri, oltre naturalmente all'impatto che ha sui bilanci che devono gestire e sull'andamento dei titoli delle loro aziende in Borsa, il differenziale dei rendimenti e' importante anche per un altro motivo, perche' ha un impatto tangibile sul costo della raccolta. (segue)