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Elezioni: Podesta', in caso di sconfitta possibile separazione Lega Pdl

domenica 27 gennaio 2013

2' di lettura

Milano, 24 gen. (Adnkronos/Ign) - "Non escluderei che cio' che afferma Tosi circa una probabile separazione tra Lega e Pdl possa avvenire". Lo ha detto in un'intervista al sito dell'Adnkronos il presidente della Provincia di Milano Guido Podesta', riferendosi all'ipotesi che alle prossime elezioni, in caso di sconfitta, Lega e Pdl possano prendere strade diverse. Secondo Podesta', ipotizzare quello che potrebbe avvenire dopo una sconfitta elettorale e' complicato: ""I risultati - spiega - possono essere magari non positivi, ma differenti. Una debacle e' una cosa, una sconfitta di poco e' un'altra". Tuttavia il presidente della Provincia di Milano non esclude che si possa verificare l'ipotesi avanzata dal sindaco di Verona: "Io - dice - mi auguro che ci sia un'alleanza stabile. Ne ha bisogno il nostro territorio perche' e' la realta' trainante dell'economia italiana. E ne abbiamo bisogno noi per creare le condizioni per le quali sul territorio ci possa essere chi ha ancora voglia di fare impresa, di creare posti di lavoro e difendere l'occupazione". Una maggioranza stabile e' per Podesta' condizione essenziale per l'uscita dalla crisi e il rilancio dell'economia: "Il nostro territorio - ribadisce - e' il motore dell'intera economia nazionale. E' dunque necessario creare le condizioni perche' si possa fare impresa. E cio' e' possibile eliminando la burocrazia. Semplificare la vita alle famiglie e alle imprese - continua - e' il primo aspetto fondamentale. Il secondo e' un diverso rapporto con il sistema del credito. Perche' se e' vero che da sempre le nostre imprese sono sottocapitalizzate ed e' vero che le normative europee impongono alle banche un certo rapporto tra mezzi propri e impieghi, e' anche vero che se non vi e' un miglior dialogo tra sistema del credito e imprese noi avremo una situazione di caduta dell'occupazione gravissima. L'ultimo punto su cui avrei lavorato se avessi deciso di candidarmi - conclude -e' piu' soldi in tasca ai cittadini. Solo cosi' si possono far ripartire i consumi interni".

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