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Renzi: "Non sono mica Prodi. Avrei battuto Silvio"

Il sindaco di Firenze parla a tutto campo: "Il Cav ha fallito. Non voglio le elezioni anticipate, ma il governo deve fare altrimenti..."
di Michele Chicco domenica 29 settembre 2013

Matteo Renzi

2' di lettura

"Ma che hai un fratello gemello che ha governato in questi venti anni?". Se Matteo Renzi avesse la possibilità di sfidare Silvio Berlusconi in campagna elettorale farebbe questa domanda. Un sogno, una mezza battuta (nemmeno tanto carina), svelato ad Omnibus, su La7, per sottolineare che, secondo il rottamatore, l'esperienza di governo del Cavaliere è stata un fallimento: "Berlusconi - ha detto il sindaco di Firenze - ha perso una grandissima occasione, perché quando governava aveva una maggioranza di oltre 100 deputati e poteva fare la rivoluzione liberale. Invece ha preferito difendere lo status quo". La carta nuova, sembra bisbigliare Renzi, potrebbe essere lui: volto eternamente nuovo e giovane in grado di far avvicinare alla politica chi non lo è, ma non solo. Renzi si dice dispiaciuto del fatto che Berlusconi "non si possa candidare perché - ammette - mi sarebbe piaciuto batterlo".  Fine tragicomica - Chi l'ha battuto davvero, Berlusconi, è Romano Prodi. Il prof bolognese è stato piazzato lì dai partiti che vedevano in lui l'unica chance di vittoria e dagli stessi partiti è stato impallinato. Renzi è candidato alla stessa fine tragicomica: piace all'elettorato moderato e il Pd potrebbe cavalcare la sua onda pur di approdare in solitudine a Palazzo Chigi, mettendolo poi sotto scacco. "No - dice il sindaco - non farò la fine di Prodi". "Non farò la foglia di fico. O uno di noi, chiunque sia, viene chiamato a fare un progetto di cambiamento radicale, o non si va da nessuna parte". Lui vuole "cambiare l'Italia" e per questo, ora, punta dritto a conquistare anche il partito: o tutto o niente, sembra dire il rottamatore perché ha bisogno di sicurezza e spalle coperte.  Larghe intese - "L'interesse dell'Italia - dice Renzi - non sono nuove elezioni; lo divengono se sono l'alternativa a non far niente". Una carezza ad Enrico Letta, anche se Renzi non rinuncia a mettere fiato sul collo del governo: "Sta in piedi solo se corre" dice e, poi, si fa due calcoli. "Ho 38 anni - spiega - e Letta 47: se dovessi ragionare con il criterio del politichese direi 'Letta faccia due giri, poi tocca a me, questo è il clichè tipico dell'allegro chirurgo della politica". Invece Renzi dice che non è così, che non vuole andare al governo a tutti i costi. Vuole fare gli interessi dell'Italia e, per inciso, del Pd: "Questa idea che per far andare avanti il governo, il Pd deve stare zitto - dice Renzi - fa morire il Pd". Povero Letta, nonostante le rassicurazioni di facciata, il mirino del Pd è puntato proprio su di lui. 

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