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Caso Cancellieri, Sereni: "Pd decide domani. No a fughe solitarie"

domenica 24 novembre 2013

2' di lettura

Roma, 18 nov. (Adnkronos/Ign) - Il caso Cancellieri agita ancora il Pd. Il partito deciderà "domani sera, nell'assemblea dei parlamentari, quale sarà l'atteggiamento da seguire mercoledì sulla vicenda", sostiene Marina Sereni, vicepresidente della Camera. "Ci siamo già espressi, unitariamente, il 5 novembre, dopo aver ascoltato le parole del ministro davanti al Parlamento - aggiunge Sereni - Ma le novità di questi giorni meritano un approfondimento e una valutazione politica che dobbiamo fare tutti insieme, senza fughe solitarie". Ospite della trasmissione Agorà, Massimo D'Alema ritiene che il ministro Cancellieri non abbia fatto "nulla di scorretto", semmai "è illegale la pubblicazione dei tabulati delle sue telefonate private tra lei e altre persone che non sono indagate. Tuttavia, è evidente che c'è un problema delicato che la procura di Torino ha il dovere di chiarire al più presto. Se essi riterranno atto dovuto mettere sotto accusa il ministro della Giustizia, si crea un problema di opportunità. Questa novità cambierebbe lo scenario e richiederebbe al ministro Cancellieri un atto di responsabilità". Il capogruppo di Fi alla Camera Renato Brunetta invita il premier Letta a decidere: "o si assume l'intero onere della difesa del suo ministro della Giustizia, oppure sceglie di mollarlo al suo destino in ragione dell'iniziativa di qualche Procura della Repubblica. In questo secondo caso condannerebbe l'Italia a tornare indietro di 22 anni, quando furono le Procure a decidere chi aveva diritto di governare e chi no". Di nuovo all'attacco il M5S. A parlare, stavolta, è Paolo Becchi che in un lungo post sul blog di Beppe Grillo riassume i nodi essenziali dell'affaire Cancellieri e attacca duramente il presidente Napolitano, 'reo', a suo dire, di aver fornito uno scudo alla responsabile dell'Interno. "Nonostante oggi non si possa che riconoscere la gravità del comportamento tenuto dalla Cancellieri - scrive Becchi -, i partiti - quasi certamente - dopo l'intervento a gamba tesa di Re Giorgio decideranno di bocciare la mozione di sfiducia individuale presentata dal MoVimento. Il Ministro rimarrà allora al suo posto? I partiti si assumeranno, ancora una volta, la responsabilità di mettere tutto a tacere? Se sarà così la casta darà però l'ennesima prova del cancro che essa rappresenta, di quella commistione tra interessi pubblici e influenze private che corrode l'Italia da ormai troppo tempo". e L'ex premier Mario Monti per il momento resta evasivo su come voterà. "Ci sarà il voto palese, e quindi lo saprete quel giorno come ciascuno voterà", afferma nel corso della trasmissione Omnibus su La7

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