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L'incontro tra il renziano e Brunettaper fregare Letta e Alfini

di Nicoletta Orlandi Posti domenica 22 dicembre 2013

Matteo Renzi

2' di lettura

La riforma elettorale si fa con chi ci sta. Matteo Renzi è fedele al suo motto: la vuole fare sul serio sia per dare un segnale ai suoi elettori, sia perché l'idea di andare al voto a maggio non è che gli dispiaccia proprio. "La riforma la voglio fare sul serio e la farei anche con il diavolo", va ripetendo ai suoi. Che il diavolo si chiami Beppe Grillo o Silvio Berlusconi poco cambia. E così ha iniziato le trattative, partendo proprio dal leader di Forza Italia.  Il caffè degli emissari - Ieri, racconta il retroscena di Maria Teresa Meli per il Corsera, ha inviato un suo ambasciatore a fare una proposta a un emissiario del Cavaliere. Nella caffetteria di Piazza di Pietra a Roma l'ex vice sindaco di Firenze Dario Nardella ha incontrato il capogruppo azzurro Renato Brunetta. L'oggetto del condendere apparentemente è stato il Mattarellum (che sarebbe la rovina di Renzi, ma è sempre meglio della legge sortita dalla Consulta) rivisitato. In pratica Nardella avrebbe chiesto a Brunetta cosa ne pensa dell'indea renziare di renderlo maggioritario, trasformando quel 25% in un premio.  Alfini - Brunetta non ha detto di no, anche perché questa mossa, potrebbe servire per spaventare Angelino Alfano, anzi "Alfini" come lo chiama Renzi paragonando le sue sorti a quelle di Fini, che sembra voler mandare la pratica per le lunghe. Il neo segretario del Pd non ha ancora deciso quale strada prendere, ma su un punto è certo: se il leader del Nuovo Centrodestra "pensa di avviare una lunga, quanto inutile trattativa, il Partito democratico non ci starà". Ma proprio perché non vuole mettere in subbuglio il governo, né entrare in guerra con il Quirinale in questa fase, rivela la Meli, lascia che il suo interlocutore parli di scoporo con il messo di Berlusconi e disputa con lui del modo in cui si può eliminare, perché sa che con Alfano non ci riuscirà mai. E comunque Renzi starebbe lavorando su più fronti: elezioni anticipate entro il 25 maggio o trattativa serrata per decidere se Alfano o Berlusconi sarà il prossimo interlocutore.

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