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Violenza su donne: Anm, in dl su femminicidio rischio incoerenza

domenica 15 settembre 2013

1' di lettura

Roma, 10 set. (Adnkronos) - Il decreto legge sul femminicidio, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 8 agosto, che ha il merito di "affrontare un tema importante", rischia tuttavia di "introdurre elementi che non sono coerenti e organici con il sistema complessivo della legislazione penale". E' l'opinione espressa dall'Associazione nazionale magistrati nel corso dell'audizione, davanti alle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera. "Colpisce nel decreto una certa asistematicita' - ha detto il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli - e un approccio settoriale che ha fatto si' che le modifiche normative siano molto mirate, perdendo la visione complessiva del sistema di diritto penale". Tra gli esempi, Sabelli ricorda il caso dell'aggravante ai maltrattamenti in famiglia costituita dalla presenza di minori, aggravante che non esiste per altri reati, comunque caratterizzati da violenza fisica. Il presidente dell'Anm, insieme con il segretario Maurizio Carbone, ha poi denunciato il rischio di "appesantimento delle procedure, che non avvantaggerebbe i soggetti colpiti".

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