(Adnkronos) - "Tutti i soci fondatori durante il mandato di Renzi in Comune e prima ancora in Provincia, hanno avuto una sedia da nominato, eletto o assunto: e' anche possibile che si tratti di omonimie, ma vorremmo che fosse chiaro a tutti e ci fosse la sufficiente trasparenza per confutare o confermare questa possibile strana coincidenza", sostiene Grassi. "Nessun profilo di illegalita' o irregolarita' ma Renzi ha fatto una bandiera della sua campagna per le primarie la trasparenza, la battaglia contro il finanziamento pubblico ai partiti, la 'rottamazione' dei politici 'trombati' e la fuoriuscita della politica dagli organi amministrativi: ebbene scoprire che tutti questi fondi privati non hanno un nome e cognome pubblici, che ha sostituito i finanziamenti pubblici, che sicuramente andrebbero tagliati nettamente, con quelli di amici, assunti e nominati dalla politica e da lui stesso, che ha inoltre riempito le istituzioni e le societa' partecipate non piu' con i nomi indicati dai partiti ma con quelli dei soci o dei finanziatori delle sue associazioni impegnate nella campagna elettorale, e' bene che si sappia a pochi giorni dalle primarie e deve senza dubbio far riflettere tutti su come si comporterebbe una volta arrivato a Palazzo Chigi", conclude Grassi.