Roma, 19 lug. - (Adnkronos) - Si sente tirato in ballo in una vicenda che non lo riguarda affatto. Non sarebbe affatto piaciuta a Silvio Berlusconi la polemica montata attorno lui dopo essere stato convocato a testimoniare dai pm della Procura di Palermo nell'inchiesta sulla presunta estorsione a suo danno di cui e' accusato il senatore pidiellino Marcello Dell'Utri. Il Cavaliere avrebbe confidato tutta la sua amarezza a chi ha avuto modo di sentirlo in queste ore a palazzo Grazioli. C'e' chi assicura che sia davvero irritato per il metodo e la tempistica. L'ex premier, raccontano, non avrebbe digerito la formula usata dai pm, quella della convocazione come teste e parte offesa e ne avrebbe parlato con i suoi legali per capire quale strategia processuale adottare. Piu' di qualcuno, infatti, nella cerchia dei fedelissimi, teme che questa mossa delle toghe palermitane possa essere l'occasione per poi accusare Berlusconi di complicita' con la mafia. "E' ripartita la caccia all'uomo", dicono senza tanti giri di parole dalle parti di via dell'Umilta', "perche' con un tempismo degno di miglior causa, appena Berlusconi ha annunciato di volersi impegnare direttamente nella prossima corsa a palazzo Chigi, la procura di Palermo lo ha convocato come presunta vittima di un'estorsione mafiosa". Si tratta di "un pretesto ridicolo per poi accusarlo direttamente di complicita' con la mafia", avvertono le stesse fonti. Con l'obiettivo di "azzoppare" il candidato del centrodestra alle prossime politiche. Insomma, sottolineano fonti pidielline, "siamo per l'ennesima volta di fronte a un teorema giudiziario, un teorema costruito stavolta dalla Procura di Palermo, al quale si sono rapidamente accodati quei giornali che da sempre fanno da cassa di risonanza al giustizialismo e all'antiberlusconismo". Il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, non ha dubbi: "Purtroppo non tutti i magistrati di Palermo danno un serio affidamento di lavorare per capire cosa successe davvero negli anni '92-'94. Ce ne sta qualcuno che e' di straordinaria faziosita"'. Duro anche Niccolo' Ghedini, legale del Cav: "Le notizie apparse oggi sui giornali relativamente alla citazione quali testimoni di Marina e Silvio Berlusconi non possono che destare straordinaria perplessita'. Se il contenuto delle notizie dovesse corrispondere al vero, apparirebbe evidente come vi sarebbe da parte della Procura di Palermo una totale distorsione della realta"'.