Roma, 13 nov. - (Adnkronos) - "Una regione che produce il 10% del Pil del Paese e che ha centinaia di aziende in crisi non puo' chiudere per un mese per un'esigenza partitica, perche' e' l'ente piu' importante per la promozione delle politiche di sviluppo". Lo afferma il presidente della Provincia di Roma e candidato governatore del centrosinistra nel Lazio Nicola Zingaretti, in una conferenza stampa convocata dopo la sentenza emessa ieri dal Tar in merito alla data del voto per le regionali. "La sentenza del Tar di ieri e' fondamentale perche' intima una data e un percorso e perche' affronta e risolve tutti i problemi e i nodi di carattere giuridico che la presidente Polverini aveva indicato come ostacoli alle elezioni", aggiunge Zingaretti, sottolineando che "restare chiusi per un mese vuol dire rischiare la perdita di fondi europei, fermi perche' e' ferma l'istituzione, fondi che tornerebbero a Bruxelles, e questo - sottolinea - sarebbe un insulto per i cittadini che vedono l'ente Regione pagare stipendi a persone che hanno perso autorevolezza. Si bloccherebbe anche l'erogazione di fondi Miur per ricerca e universita' e tutte le politiche di sviluppo sono inoltre bloccate". Secondo Zingaretti "non e' vero che la decisione del Tar sarebbe in contrasto con precedenti sentenze poiche' queste invece furono emesse solo dopo le elezioni 2010 e non prima", sottolinea Zingaretti. "La sentenza e' in totale sintonia con i pronunciamenti ufficiali del governo italiano, della Corte costituzionale e dell'avvocatura dello Stato. Non esiste alcun motivo giuridico per non indire le elezioni in Lazio se non un interesse partitico che sta portando la nostra regione in una situazione imbarazzante", conclude Zingaretti.