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Grillo ha già paura di governare"Non mi candiderò mai premier"

Il leader del Movimento 5 stelle preoccupato: "I partiti si stanno disfacendo troppo in fretta. E poi come si fa?"
di Matteo Legnani domenica 17 giugno 2012

2' di lettura

"Vedremo", "faremo", "troveremo", "calma, una cosa alla volta", "abbiamo otto mesi per decidere". Per la prima volta da quando è sceso nell'agone politico col suo Movimento 5 Stelle, grillo è spaventato. Perchè il detto è sempre valido: tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. E tra il dire e il governare, di mezzo, c'è un oceano. In una lunghissima intervista a il Fatto quotidiano, il blogger genovese si dice preoccupato per il crollo dei consensi ai partiti, troppo rapido persino per lui. "Mi tocca diventare più moderato - spiega a Marco Travaglio - sennò questi partiti spariscono troppo rapidamente (...) Poveretti, si illudono di copiarci, mettiamo un Saviano qui, un Passera là, un Montezemolo là.(...) Domani rischiamo di svegliarci e di non trovarli più. E poi come si fa? Non siamo pronti a riempire un vuoto così grande". Di certo non lui, visto che ce c'è una cosa che mette bene in chiaro nell'intervista, è questa: "Io mica mi candido, non mi lascio ingabbiare. Non faro mai il premier, anche se dovessimo vincere le elezioni, ma da Napolitano ci andrò per dirgli "l'hai sentito il boom, questa volta?". E il programma? "Dovremo rimpolparlo, ampliarlo". Ma qualche idea, però, Grillo ce l'ha: "Si studierà quel che serve e quel che non serve. La Tav Torino-Lione non serve: via e si risparmiano 20 miliardi. I cacciabombardieri non servono: via, si risparmiano altri 15 miliardi. Le province non servono: via, altri miliardi risparmiati. E le pensioni non dovranno superare i tremila euro netti al mese, tanto se guadagnavi milioni qualcosa da parte avrai messo, no? Altro che spending review". E per decidere come si vota sull'euro, sulla politica estera, sull'economia, sull'immigrazione e sulle grandi questioni "faremo referendum popolari propositivi. In Svizzera (sic, ndr) fanno così da 200 anni". Il Parlamento come sarà? "Ragazzi, professori, esperti, i nostri di Cinquestelle. Poi, i No Tav, quelli dell'acqua pubblica, dei beni comuni, i referendari". In chiusura, un pensiero per Silvio Berlusconi: "Mi fa quasi pena. Dicono che si stia guardando i miei discorsi, pensa che il Movimento vinca per le mie battute. Ora magari andrà in giro a urlare in genovese 'Belìn, è una cosa pazzesca".

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