Venezia, 20 set. - (Adnkronos) - "Secondo me si poteva far meglio, ma so che il bene e' nemico del meglio, perche' spesso e' usato per spostare nel tempo le risposte. E tuttavia non sento questa legge come mia e speravo in una legge normativa piu' coraggiosa e moderna, perche' e' soprattutto questo che serve ai nostri cittadini". Lo afferma l'assessore regionale allo sviluppo montano del Veneto Marino Finozzi, commentando il testo sulle unioni montane varato dal Consiglio regionale veneto. "Mai avrei pensato che venissero ripristinate le tre rappresentanze per comune - spiega Finozzi - nodo critico della vecchia legge che dava vita a contraddizioni assurde come la nomina ad assessore della Comunita' del rappresentante di minoranza di un Comune, il quale veniva a trovarsi in una situazione dicotomica di fronte all'ente sovraordinato. Trovo ambigua la motivazione addotta da taluni consiglieri che si sono richiamati ad una norma nazionale che fa riferimento, in alcuni casi, all'obbligo della rappresentanza delle minoranze, anche a fronte alle disposizioni nazionali sul riordino delle province". "E' in ogni caso un'opinione incongruente, a fronte della competenza esclusiva affidata alla Regione in materia di comunita' montane, come dichiara una sentenza 237 della corte costituzionale del 2009 che sancisce questo primato", aggiunge. (segue)