Fatiche sprecate

Carlo Fidanza e l'agguato a FdI, Alessandro Sallusti: "Tre anni di microfono nascosto per un ragno dal buco"

Alessandro Sallusti

Domani si vota per rinnovare i sindaci di alcune delle più importanti città italiane e il governatore della Calabria. Magistrati e giornalisti nelle ultime settimane hanno frugato nel bidone della spazzatura in cerca del colpo grosso per screditare i partiti del Centrodestra ma questa volta, nonostante lo spiegamento di forze, il bottino è stato misero e il tanfo prevale nettamente sulla sostanza. La vicenda condita con droga e sesso dell'ex braccio destro di Salvini, Luca Morisi, col passare delle ore appare sempre più come una bufala costruita a tavolino per trasformare un discutibile fatto privato in uno scandalo politico.

 

Poi c'è il pacco che il sito Fanpage, via Corrado Formigli su La7, ha confezionato contro Carlo Fidanza, plenipotenziario di Fratelli d'Italia a Milano. Per tre anni un giornalista munito di microfono nascosto si è finto supporter di quel partito istigando Fidanza a commettere illeciti finanziari ma cavandone di fatto un ragno dal buco. Ovviamente sono rimaste impresse stupide frasi e un immancabile saluto romano, però sono certo che nessuno, neppure i giornalisti autori e complici di questo pazzesco scoop, uscirebbero formalmente lindi e immacolati da tre anni di microfoni nascosti.

 

Salvo colpi di scena dell'ultima ora la controcampagna elettorale dei nostri eroi democratici quasi tutti amici e sostenitori di Mimmo Lucano - l'ex sindaco di Riace pro immigrati condannato ieri l'altro a tredici anni perché truffava lo Stato - si ferma qui. Non penso che queste cose sposteranno un solo voto, semmai hanno fatto contenti i non pochi nemici nemici interni che Morisi aveva nella Lega e Fidanza in Fratelli d'Italia. La sostanza è che la campagna elettorale più surreale e pasticciata nella storia del Centrodestra si chiude con una foto dei tre leader - Meloni, Salvini e Tajani - seduti allo stesso tavolo, e questo fa ben sperare per il futuro.

La stessa cosa oggi non possono farla Letta, Conte e Bersani che nelle urne sono avversari dopo settimane passate a darsele di santa ragione. Insomma, nel casino che è la politica il Centrodestra, al dunque, resta una certezza. Dall'altra parte, come al solito, è caos al motto di "nemici al primo turno, semmai amici ai ballottaggi" ma solamente per fermare le destre. Sai che grande programma politico...