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Centrodestra al "90% dei collegi": il report che spazza via Enrico Letta

Il centrosinistra rischia una sconfitta clamorosa alle elezioni del 25 settembre: è quello che ripetono i principali osservatori politici da quando è iniziata la campagna elettorale. Adesso la situazione sarebbe addirittura peggiorata dopo lo strappo di Azione. "Il centrodestra ha circa il 45% dei voti mentre il centrosinistra, dopo la rottura di Calenda, è sotto la soglia del 30%", ha spiegato al Corriere della Sera Rado Fonda di Swg. 

 

 

 

Il problema principale è rappresentato dagli uninominali: "Ora la coalizione è meno competitiva, soprattutto nei collegi uninominali, dove il centrosinistra appare vincente solo nelle sue roccaforti", ha continuato l'esperto. Che ha evidenziato una sproporzione non indifferente tra le due coalizioni: "Pd e alleati potrebbero conquistare circa 15 collegi, 30 in caso di vero exploit. Il centrodestra può conquistare il 90% dei seggi assegnati dall’uninominale". La partita, insomma, sarebbe già chiusa. Fonda poi ha spiegato che anche l’astensione potrebbe favorire Meloni, Salvini e Berlusconi: "Gli elettori di destra ora sono più motivati di quelli di sinistra". 

 

 

 

Tuttavia, secondo un altro esperto, Salvatore Vassallo dell’Istituto Cattaneo, è impossibile che il centrodestra riesca a conquistare i due terzi dei seggi: "È molto semplice. Il centrodestra vale circa il 46% dei consensi, che nel sistema proporzionale del Rosatellum si traduce in circa 120-121 seggi alla Camera. Per avere i due terzi dei 400 seggi il centrodestra deve conquistarne 268; e quindi vincere in tutti i 147 collegi, cosa che difficilmente può accadere: il centrosinistra dovrebbe perdere in tutte le sue roccaforti. È uno scenario surreale". Il timore della sinistra è proprio questo: che il centrodestra conquisti i due terzi dei seggi in Parlamento, cosa che permetterebbe loro di modificare la Costituzione senza passare dal referendum.