La difesa del Settentrione

Salvini, proponi il ministero del Nord: perché è necessario

Matteo Mion

Che ne dici, cara Lega, di un Ministero del Nord con sede (udite, udite) a Venezia o Milano? Non sarebbe una vittoria importantissima per il Carroccio al tavolo delle trattative sui dicasteri e per il settentrione ormai politicamente ridotto a un ruolo marginale? Sarebbe un ritorno del movimento di Alberto da Giussano al suo collante fondativo, un antidoto fenomenale alla elargizione tonta di redditi di cittadinanza e un'iniezione di calvinismo lombardo e laboriosità veneta nella magmatica deriva dei bonus romani. Con l'obiettivo in primis di preservare Pil e industria del Nord, vera spina dorsale del paese, sul presupposto che, salvaguardando la produzione, si possono elargire aiuti, non viceversa.

Già odo le trombette rosse, ma ecco pronte le repliche: nessuno strappo istituzionale, nessuna corsa in avanti, derive secessioniste, nemmeno più lo slogan Roma ladrona, anzi sonni tranquilli per Mattarella e Ue con solo un messaggio preciso e univoco: vogliamo contare di più e non per i seggi, ma per il Pil! Certo una simile proposta non può provenire da Giorgia Meloni, ma la premier in pectore non può nemmeno opporvisi, perché ha pescato a piene mani nei seggi settentrionali. È un asso nella manica della Lega, ma soprattutto dell'Italia perché o ai tavoli che contano il Nord partecipa a pieno titolo oppure a quei tavoli la Germania continuerà a mettere 200 miliardi e noi 200 miliardi di parole. Siamo al dunque signori della politica: Usa, Russia e Germania non scherzano, mentre noi grattiamo il fondo del barile e né Draghi né Meloni hanno la bacchetta magica.

Basta un dicastero senza portafoglio del Nord per risolvere i nostri problemi? Certo che no, ma è un messaggio chiaro al paese tutto, un'inversione di rotta, un segnale forte che l'epoca dei Di Maio e delle tarantelle è finita, che il fare debito per tirare a campà non è più una soluzione su cui sguazzare tutti insieme appassionatamente, la dimostrazione della volontà concreta dello stato di affidare il Pila chi il Pil lo crea e non lo distrugge. Perché accontentarsi di un commissario del Nord interno al partito, quando il problema non è solo leghista, ma della nazione tutta e come tale va posto? E detta col cuore settentrionale, ma con pari affetto per Giorgia, o la battaglia per il Nord la fa la Lega o non la fa nessuno. Le competenze concrete: un controllo serrato sui provvedimenti di legge patrimonialmente rilevanti del Parlamento perché non confliggano con gli interessi del settentrione, che poi coincidono in termini economici con quelli dell'Italia tutta. Parliamoci chiaro: ci siamo disillusi sull'autonomia, ma vorremmo salvare il portafoglio prima di consegnarlo a tedeschi, Von der Leyen o chicchessia. E a capitan Salvini dico che il Ministero del Nord è pure meglio dell'Interno, perché se lo processassero per il sequestro di una bagnarola africana ormai l'interesse dei cittadini coincide con la noia, mentre se lo mandassero alla sbarra per il Nord avrebbe un popolo alle spalle.

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