leghista di ferro

Roberto Calderoli "carbonaro": al Ministero, siluro sulla Gelmini

Roberto Calderoli promette battaglia. Il ministro per gli Affari regionali non intende rinunciare all'Autonomia e preme affinché si accorcino i tempi. "Spero di non arrivare al prossimo 22 ottobre 2023 senza una legge sull’attuazione. Una volta fatta quella - confessa alle colonne di BresciaOggi - occorrerà fare le intese e i trasferimenti. In questa legislatura buona parte delle materie richieste dalle regioni dovranno essere trasferite alla competenza locale". Per il leghista di ferro le Autonomie sono la strada per ricucire il Nord e il Sud e il ripristino della Provincia come ente intermedio sarà necessario per la gestione di questa autonomia. 

 

 

Il tema non è nuovo. Lo stesso Calderoli ammette che "la discussione è come un motore che non si è mai spento, tenuto sempre al minimo senza che qualcuno ingranasse la marcia. Invece voglio fare la messa a punto di questo motore oramai acceso da 5 anni e poi mettere la marcia". Una vera e propria stoccata ai suoi predecessori. Mariastella Gelmini ha incolpato dello stop la Lega, che "ha fatto cadere Draghi". Eppure il senatore nega, aggiungendo che "non era pronto nulla. La sua è una bozza che per riuscire a recuperarla dovrò fare il carbonaro. Di formale non c’era nulla". Stesso discorso per Francesco Boccia. L'ex ministro in realtà "è tra i frenatori". 

 

 

Insomma, l'Autonomia è da sempre un cavallo di battaglia del partito di Matteo Salvini. Non sarebbe un caso, secondo Calderoli, che lo stop abbia influenzato i consensi. "All’epoca al referendum c’era stata una partecipazione al voto altissima. C’è stata molta sensibilità sul tema. È stata una delusione: non solo non si è portata a casa l’autonomia ma non si è avviato neppure il percorso". Da qui l'appello al nuovo esecutivo: "Il giorno del giuramento da ministro al Quirinale è coinciso con il quinto anniversario del referendum sull’autonomia. Dopo 5 anni un ulteriore nulla di fatto sarebbe uno schiaffo ai cittadini lombardo-veneti, ma anche per quelle regioni che non avendo scelto la via referendaria, ma avendo, lo deliberato come Regione, la richiesta di autonomia l’hanno fatta. Le aspettative sono costituzionali".