L’ultima crociata

Boldrini furiosa col Pd: "Solo uomini in giunta", esplode il caso

Brunella Bolloli

Houston, abbiamo un problema. In Valle d’Aosta hanno appena rinnovato la giunta regionale e dal presidente agli assessori sono tutti maschi. E adesso chi lo dice alla Boldrini? In verità, lei sa già tutto e ha tuonato da par suo dicendo che «è incredibile», peggio «è incostituzionale perché vìola l’articolo 51 della Costituzione» che afferma esplicitamente «il principio di uguaglianza per l’accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive». L’ira funesta dell’ex presidente della Camera si è abbattuta quindi sul presidente della giunta regionale, il 54enne Renzo Testolin, esponente dell’Union Valdôtain, il quale, incalza la piddina, «deve correggere immediatamente tale assetto. Il Pd che sostiene la giunta», continua stizzita, «non può condividere questa scelta che contrasta palesemente con i valori fondanti del Partito democratico, ribaditi recentemente anche nel Manifesto dei Valori».

LEGGE ELETTORALE
La vicenda è tanto più grave, per una femminista dichiarata come Laura Boldrini, perché la notizia di questa giunta montanara presunta misogina arriva nei giorni in cui si festeggia l’8 marzo, celebrazione mondiale dell’orgoglio femminile. Ecco perché l’ex inquilina di Montecitorio ma pure altre rappresentanti regionali, tra cui la consigliera di Pari Opportunità Katya Foletto, hanno deciso di farsi sentire puntando il dito sulla legge elettorale (che nella regione a statuto speciale è diversa rispetto ad altre realtà territoriali). Nell’ultima riforma varata del 2019, la Valle D’Aosta ha inserito un tetto minimo del 35% per la rappresentazione dei due generi nelle liste dei candidati. Tuttavia, per l’elezione della Giunta, una simile soglia non è stata inserita. Inoltre, il sistema elettorale locale prevede che l’elettore indichi con il voto un’unica preferenza, modalità che impedisce di fatto l’equa rappresentazione tra i generi. Laura Boldrini, quindi, ha ragione a sollevare il problema.

La sua battaglia è per tutte e da coordinatrice dell’Intergruppo della Camera per le Donne, i Diritti e le Pari opportunità non può lasciare “impunito” il caso valdostano dove c’è un sistema elettorale da cambiare altrimenti le signore saranno sempre penalizzate. All’incostituzionalità della giunta Testolin si appellano pure le opposizioni. Le critiche arrivano anche da alcuni uomini tra cui Raimondo Donzel, leader di Area Democratica Gauche Valdotaine, il quale sollecita l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Silvana Accossato, presidente del gruppo di Liberi uguali del Piemonte, si appella invece direttamente alla premier Giorgia Meloni: «Chiediamo un intervento del governo, non è ammissibile che nel 2023 vi siano nelle istituzioni situazioni discriminatorie che ledono in modo così palese la rappresentanza di genere contro i basilari principi costituzionali». E in una nota il gruppo Valle d’Aosta Aperta (Area Democratica- Gauche Autonomiste, Adu e M5s) fa notare che «nonostante più di 50 anni di politiche per l'uguaglianza di genere a livello europeo, la disparità di genere nelle istituzioni risulta ancora rilevante e, purtroppo, la Valle d’Aosta rappresenta un esempio lampante di questa tendenza che ha delle ripercussioni negative sulla comunità valdostana».

PROFESSIONALITÀ
A questo punto, per colmare il gap, ci potrebbe essere l’ipotesi di inserire una donna come assessore esterno, ma è lo stesso Testolin a gelare le aspettative. «Idea non perseguibile», taglia corto il governatore. «Ho costruito la giunta con le professionalità che abbiamo. Per affrontare la questione ci vuole un altro percorso, va cambiata la norma elettorale». Significa forse che le consigliere elette in Valle d’Aosta non sono abbastanza professionali? Se fosse così, se ci fosse tale pregiudizio la Boldrini ha ragione. C’è un problema. Non perché servano necessariamente le quote rosa imposte per legge. Ma perché a volte basta il buonsenso e chiunque può comprendere che una squadra di governo monogenere fa nascere il sospetto: ma soltanto i maschi in Valle d’Aosta sono meritevoli di fare gli assessori?