Il Meeting di Rimini è stata l’ennesima occasione in cui Giorgia Meloni, in concreto, ha potuto constatare il successo e il consenso che il proprio governo sta avendo da parte dei cittadini. Enrico Mentana, direttore del telegiornale di La7, per una volta è in veste di ospite nello studio di In Onda, il talk di approfondimento politico estivo della rete, condotto da Marianna Aprile e Luca Telese, e conferma l’esito positivo per il presidente del Consiglio dell’incontro avvenuto in Romagna.
Mentana si è soffermato sull’ovazione ottenuta dalla premier e ha spiegato che il sostegno non arriva solo dalle aree di destra, ma sempre più anche da quelle di centro.
Aprile chiede: "C’è una nuova Meloni moderata, è credibile?". E Mentana spiega: "Spetta agli elettori dire se è credibile, però non c'è dubbio che Giorgia Meloni abbia incassato un'ovazione, quel lunghissimo applauso non veniva da un raduno di nostalgici, veniva dai cattolici del movimento di comunione e liberazione e area annessa. In qualche modo è un endorsement molto forte, a lei che veniva definita dopo tutto l'ala destra della coalizione e che progressivamente è diventata non solo centrale, ma di centro, lasciando a Salvini e Vannacci il ruolo di ala destra su temi di sovranismo e populismo".
Ovazione a Meloni, guarda qui il video di Enrico Mentana a In Onda su La7
"Si vede una Meloni più europeista, più vicina alla cabina di regia di Bruxelles e che ha un ruolo internazionale - prosegue Mentana -. Giochiamo al gioco di ‘simpatico e antipatico’, lo abbiamo fatto con tutti, con Renzi, con Conte, con Draghi. Però Meloni, insieme ai leader europei e alla Casa Bianca, è un elemento forte che ai predecessori non è stato consentito di essere e questo c'è, piaccia o non piaccia. È stato notato che il discorso al Meeting fosse propagandistico, però tra un mese, il 28 settembre c'è la campagna delle elezioni regionali, con le Marche, la Calabria, la Toscana, la Campania etc.".