Sono destinate a far discutere le parole di Pierluigi Peracchini, il sindaco di La Spezia che in collegamento con Lilli Gruber a Otto e mezzo, su La7, ha commentato la tragedia di venerdì mattina all'Istituto Domenico Chiodo, dove uno studente è stato accoltellato a morte in classe da un compagno.
"Purtroppo c'è una cultura nell'uso di questi coltelli che è veramente inaccettabile - ha spiegato il sindaco -. E' un problema che cerchiamo di affrontare ogni giorno in modo molto complicato. Siamo una città con 20mila stranieri su quasi 100mila abitanti. Tutti lavorano, anche se vengono da mondi diversi. Ma è chiaro che l'uso dei coltelli arriva solo in certe etnie. Dobbiamo fare molto di più". Il riferimento è alle origini nordafricane dei due ragazzi: la vittima era nata in Egitto, l'assassino è marocchino. Entrambi in ogni caso vivevano da tempo in Italia.
"Al governo Meloni - ha aggiunto Peracchini, in carica dal 2017 e sostenuto da una maggioranza di centrodestra - chiedo semplicemente di ascoltare noi, Comuni e sindaci. Chiedo provvedimenti più severi: chi sbaglia deve capire che non la fa franca e le vittime non devono essere colpevoli di essere vittime, vanno tutelate. Dobbiamo vivere in democrazia con più serenità. Non è possibile che succedano fatti come quelli di oggi (ieri, ndr). Una famiglia non può non vedere arrivare a casa il proprio figlio perché qualcuno pensa di usare un coltello come fosse un bicchiere d'acqua".
Il sindaco Peracchini a Otto e mezzo, guarda il video di La7
"L'amministrazione comunale esprime il più profondo cordoglio per la tragica morte del giovane studente coinvolto nell'aggressione avvenuta questa mattina presso l'Istituto Domenico Chiodo - aveva dichiarato qualche ore prima il sindaco -. Alla sua famiglia, e in particolare ai genitori colpiti da un dolore immenso e inaccettabile, va la più sentita e sincera vicinanza di tutta la comunità". "Quanto accaduto rappresenta un episodio di estrema gravità e assolutamente intollerabile. È inconcepibile che un giovanissimo studente possa perdere la vita a seguito di un'aggressione con un'arma all'interno di un istituto scolastico, luogo che per sua natura deve essere sinonimo di sicurezza, tutela e serenità. Esprimiamo profonda preoccupazione per il ripetersi di episodi di violenza che non possono e non devono in alcun modo diventare consuetudine - aveva detto ancora Peracchini -. È dovere delle istituzioni, in sinergia con tutti i soggetti competenti, rafforzare ogni azione utile a prevenire simili tragedie e a garantire la sicurezza dei cittadini, a partire dai più giovani. Le nuove generazioni rappresentano il futuro della nostra comunità ed è responsabilità di tutti offrire loro esempi positivi e un contesto educativo fondato sul rispetto, sul dialogo e sulla legalità. In questo momento di immenso dolore, l'amministrazione si stringe attorno alla famiglia del giovane, ai suoi cari, ai compagni di scuola e a tutto il personale dell'istituto".