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Finisca la stagione del buonismo

Lo scenario della criminalità è cambiato, sconvolto dall’immigrazione incontrollata, dalla crisi della famiglia, dalla diffusione di una cultura della violenza che è stata troppo a lungo tollerata. L'editoriale di #MarioSechi
sabato 17 gennaio 2026

2' di lettura

La morte che entra in una scuola, la vita di un ragazzino spezzata da un altro ragazzino, è qualcosa di sconvolgente anche per il più consumato dei cronisti. Ne ho viste e raccontate tante e so che i morti non sono un numero, sono una storia, una famiglia, una comunità, un intero Paese.

Occorre essere freddi di fronte al dramma, per poter ragionare, ma nello stesso tempo serve una velocità nella risposta della politica e delle forze dell’ordine, tutti siamo chiamati a fare qualcosa. Io cerco di chiamare le cose con il loro nome: lo scenario della criminalità è cambiato, sconvolto dall’immigrazione incontrollata, dalla crisi della famiglia, dalla diffusione di una cultura della violenza che è stata troppo a lungo tollerata.

È ora di dire basta alla sociologia che giustifica l’orrore, è un tema con cui la sinistra deve fare i conti, deve guardare in faccia la realtà e gli errori che ha commesso con l’utopia delle frontiere aperte e del buonismo. Mano tesa a chi vuole abbracciare i valori della Costituzione italiana, pugno di ferro contro chi pensa di seminare il caos e restare impunito. Le nuove norme per il contrasto alla criminalità devono essere emanate con un decreto, alcuni luoghi vanno presidiati capillarmente, a cominciare dalle scuole. I controlli sulle gang giovanili vanno estesi, ci sono sub-culture metropolitane che seminano l’odio e si fondono con movimenti che hanno chiaramente un piano eversivo.

Lasciare tutto così com’è è impossibile, anche perché uno dei problemi è la magistratura che applica e interpreta le norme e abbiamo visto, scritto e impaginato troppe vicende in cui la polizia arresta e la legge assolve. Il delitto di La Spezia è una campana assordante, è finita un’epoca.
 

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