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De Luca torna a Salerno, caccia e umilia il sindaco

L'ex governatore torna per la sesta volta in città, alla faccia della guerra ai cacicchi meridionali dichiarata da Elly Schlein
di Pietro Senaldi domenica 18 gennaio 2026

3' di lettura

«Si vive una volta sola, ma si governa tutta la vita», ripeteva la macchietta televisiva di un noto politico degli anni Ottanta, guarda caso anche lui di sinistra, nella trasmissione di successo “Drive In”.
Vincenzo De Luca potrebbe farselo stampare come epitaffio sulla tomba quando, si spera il più in là possibile nel tempo, arriverà il fatidico giorno, che lo coglierà inevitabilmente su una poltrona di potere.

Nell’ultimo numero di cabaret che è diventato ormai il suo consueto messaggio del venerdì, uno dei cavalli di battaglia della parodia che Maurizio Crozza fa di lui, l’ex governatore campano ha lanciato il suo grido di battaglia: «La ricreazione è finita». Non è un arrivano i nostri bensì un ritorno io, come al solito. Si« gnifica che l’ex governatore, ma sceriffo per sempre, ridiscende in campo.

Non è più presidente della Regione da neppure due mesi ed è già in crisi d’astinenza. Così, combinazione, Vincenzo Napoli, il sindaco deluchiano di Salerno, il villaggio dello sceriffo, dopo nove anni e a circa dodici mesi dalla scadenza del mandato, avverte che «nuovi scenari politici impongono mutamenti radicali e una rinnovata spinta propulsiva» e si dimette.

Scandalo, non c’è sorpresa. La lettura è univoca, anche se nessuno conferma: il primo cittadino è stato sollecitato (indotto? costretto?) al passo indietro dal suo padre-padrone, che lo ha fatto e ora lo disfa a comando perché gli serve così. Il debole nega, il prepotente ignora il problema. Però lo scenario non è cambiato: sempre la sinistra governa in Regione e a Salerno l’amministrazione non ha cambiato linea politica, mantiene una maggioranza blindata, non ci sono state discussioni in Consiglio. L’unica cosa “mutata”, come direbbe Napoli, è che il boss è senza incarico, freme per tornare e non è disposto ad aspettare neppure un anno, per salvare la faccia al suo fido e alle istituzioni; quanto alla sua di faccia, se ha tenuto fin qui senza lifting...

Sono già tutti in campagna elettorale e De Luca la fa con il solito garbo: quella “ricreazione finita” è più di una pedata al sindaco dimissionario, è un’umiliazione totale, un disconoscimento, significa che il poveretto non è stato capace di fare nulla e ora tocca al boss tornare in municipio per far smettere i topi di ballare in assenza del gatto. Ci torna per la sesta volta, alla faccia della guerra ai cacicchi meridionali dichiarata da Elly Schlein un secolo fa, distanza di spazio politico più che temporale.

Sembra una storia di altre longitudini: il Sud America, la Russia, la Cina, le Repubbliche islamiche. Invece accade in Italia. Una persona che basta che appaia e fa accadere cose che neppure voi campani avete mai visto: tutti si aprono per lasciargli spazio, nessuno vorrebbe ma nessuno ha la forza di opporsi. Non il sindaco Napoli, che è succube di De Luca senior; non Napoli come città, che a detta dello sceriffo è mal governata da Gaetano Manfredi; non il Pd campano, che Elly in un patto leonino ha consegnato a De Luca junior, e quindi può friggere ma non esplodere; non il restante campo largo, e succube; e neppure i grillini, anche se l’ex governatore-sceriffo non li ammetterà nella sua corte salernitana e non li recluterà per la corsa elettorale.

Quanto al centrodestra, cercarsi candidato. L’atto è eversivo, fa notare il forzista salernitano Pino Bicchielli, vice responsabile degli Enti Locali, che domani presenterà un’interrogazione parlamentare per verificare se ci siano state influenze esterne. Ma qualcuno si sta attivando per frenare l’ottuagenario smanioso di potere ed evitare il tragico e il ridicolo? La ricreazione sarà pure finita, per gli altri. Ma per l’inaffondabile De Luca la ricreazione dura da tutta la vita e il divertimento massimo è passare sulla testa altrui, di fan odi rivali che sia.

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