"Penso che l'Italia possa giocare un ruolo unico per la realizzazione del piano di pace in Medio Oriente e per la prospettiva dei due Stati: non considererei una scelta intelligente da parte dell'Italia, ma secondo me anche da parte dell'Europa, quella di auto-escludersi da un organismo che comunque è interessante": Giorgia Meloni lo ha detto parlando del Board of Peace proposto da Donald Trump per la pace a Gaza. Intervenuta allo speciale Porta a Porta, la puntata per i 30 anni della trasmissione in onda questa sera su Rai 1, rispondendo alle domande di Bruno Vespa ed Enrico Mentana, la premier ha aggiunto che il Board non potrà mai sostituirsi all'Onu.
Il tema, ha sottolineato, è un altro: "C'è per noi un problema di compatibilità costituzionale che non ci consente di firmare domani, ci serve più tempo, c'è un lavoro che va fatto ma la mia posizione è di apertura". Parlando delle perplessità sulla presenza del presidente russo Vladimir Putin nel Board, invece, la presidente del Consiglio ha evidenziato: "In qualsiasi organismo multilaterale ci si siede al tavolo con persone distanti da noi" e "ricordo che la Russia siede al G20 e alle Nazioni unite". Dunque, la presenza di Mosca "si può valutare politicamente ma non è nulla di nuovo né di strano".
Passando al capitolo Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca che Trump ha detto di volere per motivi di sicurezza facendo insorgere l'Europa, Meloni ha detto: "Secondo me non è realistico che gli Stati Uniti invadano militarmente la Groenlandia. Chiaramente tutti capiamo quali sarebbero le conseguenze di una scelta del genere e quindi a me non ha stupito, sono contenta che lo abbia ribadito, che l'abbia messo nero su bianco, dopodiché però bisogna cercare delle soluzioni". E ancora: "La questione che gli americani pongono è una questione di sicurezza su un territorio strategico: questo è un tema corretto, è un tema che riguarda anche noi. Tutto l'Artico e la Groenlandia diventano zone che hanno una particolare strategicità e sicuramente il rischio che ad esempio le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi, che fanno gola a molte potenze straniere, che non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo è un tema reale, è il tema che pongono gli americani". In ogni caso, ha assicurato che la Groenlandia "è una materia che va trattata nell'ambito dell'Alleanza Atlantica. È una competenza della Nato".
Secondo lei, comunque, è necessario "ripristinare" la comunicazione tra Usa e Ue: "Quando nei giorni e nelle settimane passate alcuni Paesi europei hanno deciso di inviare dei soldati per delle operazioni di training in Groenlandia, questo è stato letto dall'Amministrazione americana come un attacco nei confronti degli americani. Io credo che invece fosse il tentativo di rispondere a un'esigenza che anche gli americani pongono. È la ragione per cui ho chiamato Donald Trump e gli ho detto: 'Guarda che credo che non si sia capito. E credo che sia un errore la previsione o la minaccia di aggiungere dazi a quelle nazioni che avevano fatto questa scelta'".
A chi l'ha accusata di essere remissiva, invece, ha risposto: "Io vengo contestata per essere una persona che cerca di abbassare la tensione, risolvere il problema, trovare degli accordi e mi si dice che sono troppo accondiscendente perché cerco di fare quello che è nell'interesse nazionale italiano fare. Non mi è chiaro quale sarebbe l'alternativa, cioè quando mi si dice 'Bisogna che noi reagiamo con forza' mi si deve anche dire qual è la proposta che si fa". E ancora: "Noi vogliamo rompere le nostre alleanze con i nostri alleati storici, vogliamo chiudere le basi americane in Italia, vogliamo, non lo so, uscire dalla Nato? Perché in politica estera le scelte hanno delle conseguenze. Io sono convinta che i toni vadano abbassati e che si debbano cercare delle soluzioni". Ma questo, ha spiegato, "non vuol dire che il mio atteggiamento è remissivo. Quando c'è stata la questione dei dazi, in Europa credo che nessuno si sia battuto con Donald Trump come si è battuta la sottoscritta, solo che io lavoravo per trovare un accordo e altri preferivano un escalation. Perché? Per interesse americano? No, per l'interesse italiano. Groenlandia, stessa cosa". "Faccio quello che è giusto per la nostra nazione - ha proseguito - ed è ovvio che per fare quello che è giusto per la nostra nazione e per essere rispettati, c'è anche bisogno di dire in faccia le cose come stanno e le garantisco che nessuno potrà dirle tra i miei colleghi europei e non europei che non sono una persona che dice le cose come le pensa. Vengo rispettata per questo tendenzialmente".
Sul tema sicurezza, la premier ha spiegato: "Negli ultimi tre anni abbiamo assunto 39mila nuove forze di polizia. Nei prossimi tre anni ne assumeremo altre 30mila", ma non basta se poi c'è chi "mortifica" il loro lavoro, come ha fatto ieri il Tar della Lombardia. "Noi possiamo assumere tutte le forze di polizia che vogliamo... se poi il loro lavoro viene mortificato possiamo metterne anche un milione" ma "non risolverà il problema della sicurezza", ha detto. Poi ha aggiunto: "Io purtroppo continuo a vedere cose che non riesco a capire. Ieri il Tar della Lombardia ha deciso di annullare il Daspo urbano fatto nei confronti dei manifestanti che avevano devastato la stazione di Milano. Ora lei mi dica come si fa a garantire la sicurezza così. E mi dica anche se il lavoro delle forze dell'ordine - quando accadono queste cose - non viene mortificato! Ci sono stati agenti che hanno rischiato la loro incolumità per fermare le devastazioni alla stazione di Milano".
Sulle difficoltà del periodo attuale, infine, ha detto: "Io sono in generale preoccupata da quello che accade sulla politica internazionale, mi pare di dimostrarlo perché me ne occupo moltissimo, e non solamente per le dichiarazioni che può fare un leader o che può fare un altro. Ma perché obiettivamente noi siamo in un contesto storico nel quale tutte le certezze che eravamo convinti di avere stanno svanendo o rischiano di svanire". E poi: "Sapersi districare in un'epoca storica del genere per una ragazza della Garbatella che si ritrova a doversi assumere le responsabilità, non è una cosa facile".