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Meno tasse e presenze distribuite Il piano di Santanchè per il turismo

Il ministro punta sulla destagionalizzazione e programma nuovi interventi per combattere l’undertourism nei piccoli centri. Intanto i dati sorridono: 480 milioni di arrivi, +3% sul 2024
di Andrea Muzzolon sabato 24 gennaio 2026

3' di lettura

«Vogliamo un’Italia vissuta 365 giorni l’anno, godendo del 100% del territorio». È questa la rotta indicata dal ministro Daniela Santanchè, che ieri ha aperto il terzo Forum Interazionale del Turismo. Un’edizione, quella di quest’anno, all’insegna della valorizzazione dei piccoli centri: l’obiettivo vero, secondo la titolare del Turismo, non dev’essere puntare sull’aumento degli arrivi in senso assoluto, ma sulla capacità dell’Italia di gestire intensità, tempi e spazi di tali arrivi. Del resto, come evidenziato dal premier Giorgia Meloni durante i suoi saluti, in termini numerici le performance italiane sono già ottime: «Abbiamo superato la Francia e ci avviciniamo alla Spagna». Risultati importanti frutto del lavoro di squadra tra Ministero e operatori. Ecco, quindi, che il Forum- che terminerà questa mattina - diventa occasione per «fare il punto sul lavoro svolto insieme agli imprenditori del settore» e programmare gli obiettivi del 2026. A tirare le fila della giornata al Palazzo del Ghiaccio di Milano è stato il ministro Santanchè. «Apriamo questo evento partendo da un dato certo: il turismo è diventato centrale nel nostro sistema economico», ha esordito la titolare del MiTur dopo i saluti del sindaco di Milano Beppe Sala, del governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana, del presidente del Senato Ignazio La Russa e del videomessaggio del premier Meloni.

E i dati le danno ragione: il Ministero prevede un dato finale di 479,7 milioni di presenze nel 2025, con un aumento del 3% sul 2024. Anche la permanenza media dei soggiorni è in aumento: 3,59 notti, più di quelle registrate in Spagna, Francia e Germania. A fronte del sovraffollamento turistico che interessa appena il 4% del territorio nazionale - dove si concentra il 75% dei flussi turistici - il restante 96% del Paese è soggetto a fenomeni di undertourism. La sfida che si pone il governo è quindi riuscire a ridistribuire parte della quota di turisti che ogni anno sceglie l’Italia, gestendo la pressione turistica e garantendo il giusto equilibrio tra presenze e residenti. Nel discorso del ministro non sono stati solo ripercorsi i provvedimenti già varati dall’esecutivo (dal Pdl sui cammini religiosi, agli investimenti su montagna e isole minori, fino ai fondi per le aree di sosta), ma sono stati lanciati anche i nuovi punti programmatici per il settore turistico. In primis, la lotta al “nanismo” delle nostre imprese (ben l’80% sono composte da realtà singole): è al vaglio del Ministero, con l’ausilio del Mef, l’apertura di «una finestra di 24 mesi che faciliti in modo mirato i processi di aggregazione delle imprese alberghiere, prevedendo rivalutazioni agevolate degli asset». Per valorizzare la vocazione industriale del comparto turistico, Santanchè ha annunciato l’avvio di un confronto con gli operatori per «valutare un cambio formale di allocazione del comparto»: una transizione dal mondo dei servizi «per riconoscere al settore dignità normativa ed economica».

Grande attenzione anche ai lavoratori impiegati nella filiera turistica, con lo sviluppo di un nuovo “patto di equità”: «Se riduciamo la fiscalità alle imprese turistiche del 10%, quello stesso importo va interamente ai dipendenti in forma di retribuzioni incentivanti, bonus o welfare», ha spiegato Santanchè. Imprescindibile, secondo il ministro, il supporto dell’Europa con la creazione di un budget specifico per il turismo, cosa che ad oggi manca. Ma turismo, specie in questo inizio 2026, è sinonimo di Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. All’appuntamento olimpico è stato dedicato un panel a sé, con i rappresentanti di categoria che hanno dialogato con Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina, il ministro dello Sport Andrea Abodi, il commissario speciale Fabio Saldini e Ivana Jelinic, ad di Enit. Proprio Jelinic ha evidenziato le numerose opportunità che possono nascere per l’Italia dai Giochi: «Chi arriva nel nostro Paese per un evento può poi tornare per trascorrere le vacanze, scoprendo aree anche meno note al pubblico internazionale» e assaporare così «le nostre tradizioni e le unicità del Made in Italy». Un concetto ripreso dal ministro Santanchè per cui «Milano-Cortina rappresenta l’Italia del fare, l’Italia che vuole migliorare, l’Italia capace di costruire il presente, lasciando al futuro un’eredità importante». Ma non solo: per la Nazione è anche la «possibilità di recuperare, almeno in parte, quello che il partito del no ci ha negato a cominciare dai Giochi di Roma». Chiedere al Movimento e a Giuseppe Conte...

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