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Il Pd allo sbando omaggia più Barghouti delle vittime dell’Olocausto

Schlein non è riuscita neanche a concordare con la minoranza riformista del suo partito una proposta di legge per contrastare l'antisemitismo
di Lodovico Festa giovedì 29 gennaio 2026

3' di lettura

Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz -Birkenau, in Polonia. Davanti ai soldati sovietici apparve l’orrore: migliaia di prigionieri stremati, cumuli di corpi, camere a gas, forni crematori. Così quel giorno di 81 anni fa diventò il simbolo dell’Olocausto: lo sterminio di sei milioni di ebrei tra il 1941 e il 1945. Un genocidio unico, nell’epoca contemporanea per obiettivi pianificati, metodi “tecnologici” e vittime di ogni età E proprio nei giorni della memoria di questo incredibile crimine contro l’umanità la leader del Pd Elly Schlein s’è impegnata a sostenere la causa di Marwan Barghouti, condannato da un tribunale israeliano per l’omicidio di cinque persone (il processo fu così corretto che il leader terrorista fu assolto per l’accusa di altri omicidi che non poterono essere specificamente provati): il monaco greco Tsibouktsakis Germanus a Gerusalemme il 12 giugno 2001; l’assassinio di Yoela Hen in Gerusalemme o il 15 gennaio 2002; e quello di Eli Dahan, Yosef Habi e Salim Barakat in Tel Aviv il 5 marzo 2002.

Barghouti è stato il capo della fazione armata Tanzim di al Fatah che guidò la seconda intifada mirata a far saltare gli accordi definiti dai colloqui di Oslo e fa parte di quella generazione di leader palestinesi che man mano, dopo l’assassinio di Anwar al-Sadat nel 1981, di fatto si collega ai jihadisti di Hamas (intrecciati agli egiziani Fratelli musulmani) e agli Hezbollah, la fazione sciita direttamente guidata da Teheran: quell’area terroristica che è stata protagonista delle stragi in territorio israeliano del 7 ottobre 2023.

Intanto in questo gennaio nell’Iran (vera testa della guerra santa e terroristica islamista) è avvenuto l’incredibile massacro – così scrivono le fonti più informate- di oltre 30 mila studenti, ragazze, bazaris che manifestavano per la libertà. In questa occasione il ministro degli Esteri italiani Antonio Tajani ha proposto una misura magari non decisiva ma piena di dignità, di inserire i Guardiani della Rivoluzione nella lista dell’Unione europea delle organizzazioni terroristiche, citando il ruolo di questi “Guardiani” nei massacri compiuti in queste settimane contro chi protestava in Iran. È stato subito attaccato dal regime degli ayatollah, ma non c’è un dirigente schleiniano del Pd che esprima consenso e adesione a una scelta di civiltà come questa.

Per completare il quadro la segretaria del Pd non è riuscita neanche a concordare con la minoranza riformista del suo partito una proposta di legge per contrastare l’antisemitismo. Infatti la maggioranza del partito democratico, incapace di cogliere la specificità degli attacchi diretti contro le persone di religione ebraica, voleva affogare la legge sull’antisemitismo in una generica lotta alle discriminazioni. Come ha commentato un piddino riformista: siamo stati in grado di fare una sacrosanta legge contro l’omotransfobia, contro le discriminazioni di omo- e transessuali, ma non una che specificamente contrastasse gli assalti a ebrei colpiti per la loro religione in tante parti d’Italia ed Europa. Come, peraltro, è stato fatto in tanti stati europei.

Amareggia che un partito così importante per gli equilibri della Repubblica sia così allo sbando tanto da tollerare anche che le sue organizzazioni giovanili contestino a Bergamo prima Emanuele Fiano e poi universitari Propal Giorgio Gori, oggi europarlamentare democratico ed ex sindaco di sinistra della città, perché “sionisti”. Oggi, quando, bene o male, si sono aperte chance di pace nella martoriata Striscia di Gaza, c’è bisogno di un’Europa che prenda iniziative, che contribuisca allo sforzo che più o meno tutto il mondo islamico (naturalmente senza l’Iran) sta compiendo in un accordo non semplice ma concretamente avviato con Stati Uniti e Israele per pacificare e ricostruire la società e l’economia palestinesi. Nel Parlamento europeo non mancano i deputati del Pd capaci di tenere insieme principi e iniziativa politica per costruire vere condizioni per la pace, ma incombe su di loro lo sbandamento della leadership nazionale del loro partito che abbiamo rapidamente descritto.

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