La censura rossa ha colpito ancora. Con un’aggravante: lo ha fatto nel palazzo che più di tutti dovrebbe garantire il diritto di parola e di espressione al popolo italiano: la Camera dei Deputati. I fatti. Succede che un manipolo di parlamentari appartenenti a Partito democratico (si fa per dire), Movimento Cinquestelle e Avs, ieri mattina si è presentato nella sala stampa della Camera per impedire fisicamente l’ingresso del parlamentare Domenico Furgiuele (che aveva organizzato l’evento a titolo personale) e dei suoi ospiti, che alle 11.30 avrebbero dovuto incontrare i giornalisti per presentare la proposta di legge popolare sulla remigrazione.
Quando Furgiuele è arrivato in sala è stato fisicamente accerchiato dai suoi colleghi d’opposizione che, sulle note dell’immancabile “Bella ciao” hanno impedito il democratico svolgimento della conferenza stampa. Alcuni deputati hanno intonato “Fischia il vento”, altri ancora si sono messi a leggere la Costituzione, trasformando la Camera in una succursale di un centro sociale. Poi, dopo una ventina di minuti di folklore rosso, la conferenza stampa è stata definitivamente annullata, così come tutte le attività in programma ieri. La decisione del presidente della Camera Lorenzo Fontana si è resa necessaria per «motivi di ordine pubblico». Così come quella di chiudere la stessa Camera al pubblico, dopo che Furgiuele aveva tentato di far entrare i suoi ospiti da un ingresso laterale.
A indispettire la sinistra sono state le presenze di alcuni esponenti dell’estrema destra. Su tutte quella di Luca Marsella, esponente di spicco di CasaPound, che nel commentare l’accaduto ha spiegato: «Siamo di fronte a un atto mafioso. Oggi l’antifascismo è mafia». E ancora: «Non farci entrare alla Camera è un atto vergognoso. Noi torneremo qui non con 50mila firme, che sono quelle necessarie a portare una proposta di legge di iniziativa popolare e depositarla alla Camera, ma con centinaia di migliaia di firme.
La remigrazione - prosegue non è deportazione, è l’esatto opposto perché la deportazione prevede i rastrellamenti nelle città. Noi non prevediamo questo nella nostra proposta di legge, non vogliamo la polizia come l’Ice». Poi incalzato dai giornalisti sulle accuse di razzismo, replica con ironia: «No, non siamo razzisti e la dimostrazione è che non vogliamo remigrare solo gli immigrati. Noi vogliamo remigrare anche i parlamentari del Pd e quindi gli abbiamo portato dei biglietti aerei così possono imbarcarsi sulle navi delle Ong dove si sono già imbarcati, per sincerarsi delle condizioni degli immigrati».
Per Furgiuele: «Interrompere una discussione, un ragionamento, una conferenza stampa, un incontro pubblico di qualcuno che legalmente ne ha fatto richiesta non è democratico, non è civile, non è tollerabile». Più duro Vannacci: «I primi a violare la carta costituzionale sono stati questi sgangherati parlamentari». Mentre Rossano Sasso, l’altro leghista vicino al generale assicura: «Torneremo in Parlamento a breve, quando presenteremo le firme della nostra proposta di legge per la remigrazione». E chiede alla presidenza della Camera di «identificare e sanzionare i deputati che hanno occupato la sala stampa». Al netto di chi c’era e di chi no, la cosa grave è che sia la sinistra a decidere chi possa parlare e chi debba tacere. Era già successo altre volte, ma a impedire le manifestazioni erano stati i maranza rossi dei centri sociali e i tifosi proPal. Mai era successo che a fare muro fossero parlamentari della Repubblica contro altri parlamentari. Anche per questo da più parti è stato invocato l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La Lega, che ufficialmente non aveva sposato l’iniziativa del suo parlamentare, ha diramato una nota molto dura: «La libertà di parola e di pensiero è garantita dalle leggi e non può essere in alcun modo limitata da una sinistra violenta e arrogante, che occupa perfino le sedi istituzionali come un Askatasuna qualunque. I temi della sicurezza, della tutela delle forze dell’ordine e del contrasto all’immigrazione clandestina - prosegue la nota del Carroccio- sono prioritari ad è legittimo discuterne in tutte le sedi: per questo la Lega ha organizzato una grande mobilitazione con raccolta di firme, a sostegno dell’agente indagato dopo la morte di uno spacciatore clandestino a Milano. I tentativi di bavaglio della sinistra non ci fermeranno».
Ferma anche la presa di posizione di Forza Italia, che per bocca del suo portavoce Raffaele Nevi ha spiegato che «La sinistra come al solito e con un alto grado di supponenza, ha impedito a Furgiuele e ai suoi ospiti di cui non condivido nulla delle loro idee, di esprimersi nella loro conferenza in libertà. Da liberale chiude Nevi- sono un estimatore di Voltaire quando disse: “Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Noi siamo il partito della libertà». Insomma, qui non si tratta di essere a favore di questa o quella organizzazione di destra (odi sinistra). No, si tratta di essere a favore della libertà di parola per tutti. Anche di quelli che dicono cose che non ci piacciono.