Vannacci fa intendere che è pronto per la corsa in solitaria («non mi accontento del 2%, voglio il 6, il 10, il 20») ma intanto tre responsabili dei suoi “team” lasciano e attaccano l’organizzazione del “Mondo al contrario”. C’è caos anche per il simbolo del nuovo movimento del generale, Futuro Nazionale, molto simile a quello di Nazione Futura (il centro studi presieduto da Francesco Giubilei, il quale potrebbe adire le vie legali) e Azione Popolare, quest’ultima presente in diverse elezioni amministrative, ad esempio a Ferrara e Catanzaro. Dal profilo Instagram di Futuro Nazionale (a oggi 2.800 follower) sono stati eliminati i due “post” pubblicati martedì per inaugurare quello che sembrava il primo account ufficiale col simbolo depositato dal generale.
CHIARIMENTO
C’era un messaggio chiaro: «Italia, stiamo arrivando», ma ieri si è scoppiato un nuovo caso dopo che Vannacci, parlando con l’Adnkronos, ha tuonato: «Negli ultimi giorni ho rilevato la comparsa di pagine e profili su Instagram, X, Facebook e Telegram che utilizzano il nome “Futuro Nazionale” e simboli ad esso riconducibili senza alcuna autorizzazione. Preciso con la massima chiarezza che tali pagine, canali e profili non sono espressione né del sottoscritto né di persone a me vicine, e non hanno alcun collegamento con il simbolo da me registrato. Per questo motivo», ha preannunciato Vannacci, «tutti i soggetti che stanno facendo un uso improprio del nome e del simbolo Futuro Nazionale verranno formalmente diffidati». Torniamo all’altro “post” eliminato: «Stanco del mondo al contrario? Futuro Nazionale è la soluzione». In un canale Telegram aperto di recente si è acceso il dibattito sul futuro del generale: “Dentro alla Lega o fuori?
” Va ricordato il precedente di Flavio Tosi e l’allora sua associazione “Ricostruiamo il Paese”, una delle ragioni principali che ha portato alla rottura con Salvini e all’espulsione dal Carroccio. Ieri, a differenza di altri “big” del partito, il capo della Lega non si è sbilanciato: «Vedrò Vannacci con calma quando riterrò di vederlo, è già tutto fissato. Voi (giornalisti, ndr) sarete gli ultimi a saperlo, chiariremo tutto ma è un problema per i giornalisti non per gli italiani, non per la Lega». Invece il governatore lombardo Attilio Fontana è stato tranciante: «Vannacci? Il mio primo pensiero è che è un’anomalia. È anomalo all’interno del nostro movimento. Io sono dell’opinione che, come ha detto anche Durigon, all’interno di un partito se ci sono delle impostazioni diverse possono essere un arricchimento, ma creare circoli, fare manifestazioni al di fuori del partito, presentare e depositare un nuovo logo e fare un nuovo sito», ha ribadito Fontana, «è un’anomalia. Ma sono valutazioni che farà il segretario». Il dominio “futuronazionale.it” risulta registrato il 31 ottobre da Giulio Battaglini, uno degli assistenti locali di Vannacci iscritti tra i collaboratori al parlamento europeo. Dicevamo delle proteste degli ormai ex coordinatori dei “team” di Milano, Varese, e Verona: «Il “Mondo al Contrario”», hanno scritto in un comunicato durissimo, «non ha mai avuto una vera struttura gerarchica, non ha mai definito ruoli chiari, non ha mai costruito una catena decisionale efficace. Tutto è stato lasciato al caso, all'improvvisazione e all’arbitrio di pochi. Altro che disciplina e modello militare: è stato un bluff politico e organizzativo».
ALTRO VELENO
E ancora: «La rappresentazione plastica di questo fallimento è il ridicolo flash mob davanti al parlamento in occasione del voto sull’invio di armi all’Ucraina: otto persone, un’umiliazione pubblica. L’unico vero interesse dimostrato dalla dirigenza è stato quello di organizzare incontri pubblici a pagamento, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un movimento politico in una sorta di circuito commerciale, mentre i team venivano lasciati soli, senza strumenti, senza indicazioni e senza risposte. Ancora più grave», altra accusa, «è la totale opacità sulla campagna tesseramento 2026: nessun dato ufficiale, nessuna comunicazione sui numeri degli iscritti, nessuna trasparenza sul confronto con il 2025».