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Milano-Cortina, zittito il partito dei rosiconi guidato da M5s e Avs

di Enrico Paoli sabato 7 febbraio 2026

4' di lettura

La neve c’è, e i francesi piangono. Le infrastrutture, sono pronte, e i tedeschi incassano il colpo. Le distanze non disturbano i turisti-spettatori, e gli americani stanno a guardare. Con la stampa estera, alla fine, la competizione olimpica è stata davvero sportiva (nonostante la bile dei francesi, alle prese con gli enormi problemi per i giochi del 2030) e quindi archiviabile.

Ma con le cassandre di casa nostra, con i rosiconi in servizio permanente effettivo, disposti a calpestare persino il Tricolore in nome della loro battaglia ideologica, non c’è nulla da fare. Lo spirito olimpico non sanno nemmeno dove sta di casa, nonostante i giochi siano quelli di Milano-Cortina. O, forse, è proprio da quello che nasce tanto livore a cinque cerchi, essendo Lombardia e Veneto governate dalla Lega e il capoluogo lombardo da una giunta di centrosinistra dove Avs e 5 Stelle non sono rappresentati. Altro che Italia dei campanili, qui siamo al trionfo dell’assurdo, un po’ come quello che per fare il dispetto alla moglie si tagliava le palle...

A dare il là sono i deputati della strana coppia Bonelli-Fratoianni. «Abbiamo inviato una lettera alla Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali per sapere se in merito al progetto della funivia Socrepes-Apollonio la Regione Veneto ha rilasciato il parere finale di compatibilità frane e valanghe», afferma la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, «se sono stati trasmessi da parte del Simico gli elaborati della progettazione esecutiva dell’opera per le successive approvazioni dei sottosistemi e componenti di sicurezza, se sia stato certificato il fine lavori relativo all’impianto, se il direttore dei lavori abbia relazionato puntualmente sulle indicazioni tecniche della relazione geologica, se sia stato redatto il piano di gestione dell’esercizio dell’impianto, se siano state fornite tutte le certificazioni di sicurezza delle diverse componenti dell’impianto, se siano state eseguite le verifiche e le prove funzionali», e altro ancora. Beh, nel giorno dell’inaugurazione dei giochi, della cerimonia allo stadio di San Siro, con gli occhi del mondo puntati sull’Italia, davvero un’uscita degna di nota. Da medaglia quasi.
Perché l’esponente di Avs vuole anche sapere se «gli Enti concedenti abbiano rilasciato l’autorizzazione all’apertura dell’impianto», «spacciata dal governo», a loro dire, «come strategica per l’intermodalità e la logistica dei Giochi, per noi non poteva essere realizzata per le criticità del territorio.

Ora siamo di fronte al suo fallimento». Cioè i Giochi sono partiti, con il plauso di tutti e la strana coppia Bonelli-Fratoianni induce i suoi parlamentari a parlare di fallimento? Probabilmente siamo a scherzi a parte, dai. All’appello degli sfascisti delle Olimpiadi non poteva mancare l’eurodeputata Ilaria Salis, eletta con i voti di Avs, che arriva a parlare di «truffa del Villaggio Olimpico.

«Dopo i Giochi, diventerà il più grande studentato d’Italia. Già, peccato che un posto letto costerà in media 864 euro al mese», sostiene l’eurodeputata, «alla faccia dello studentato! E non bastano i contentini di qualche posto a tariffa agevolata – comunque 592 euro mensili! –, questa operazione immobiliare è sbagliata alla radice. Perché, come al solito, favorisce i grandi costruttori privati ed è contraria agli interessi delle persone comuni». Come se lei fosse la paladina delle cosiddette persone comuni, visto atleti, milanesi e studenti stanno esaltando l’operazione Villaggio olimpico, che darà una risposta forte alla pressante domanda di alloggi in città. «Non solo contro gli studenti fuorisede, ma anche contro le classi popolari che nonostante tutto ancora resistono a Milano, contro i giovani, e contro chi vive soltanto del proprio lavoro», chiosa la Salis. «Negli ultimi dieci anni, a causa di un costo della vita assurdo, a partire dalla casa, il 40% della popolazione è stato costretto a lasciare la città, sostituito da residenti sempre più ricchi». Il sogno della Salis è quello di un impoverimento generale della città, con gli studenti costretti a vivere in condizioni precarie, e non in uno studentato nuovo al passo con i tempi. Insomma, meglio il modello sovietico della progettualità milanese.

Infine i 5 Stelle e l’immancabile libro sulla presunta montagna di soldi spesi (“Una montagna di soldi” di Giuseppe Pietrobelli). A sostenerlo i parlamentari del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, Antonino Iaria, Elisa Pirro ed Elena Sironi, parlando a margine della presentazione a Torino del libro. «Cementificazione, devastazione ambientale», sostengono, «e spese miliardarie: soprattutto negli ultimi anni, abbiamo assistito a una deriva pietosa. Tutto questo quando, lo ribadiamo con forza, erano già disponibili gli impianti torinesi e piemontesi (ma da quelle realtà è arrivato un “no, grazie”)». Nel mirino il ministro, Giancarlo Giorgetti, che non avrebbe detto nulla sugli sprechi. Beh, però potrebbe parlare dell’ostracismo dei grillini quando erano al governo. Ieri boicottavano i Giochi, oggi provano a demolirli. Ma che Belpaese siamo...
 

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