Livia Turco ha amato il Pci e il suo segretario Enrico Berlinguer al punto di chiamare suo figlio Enrico. Nell’intervista concessa al Fatto, però, l’ex-ministro della Salute nel secondo governo Prodi passa oggi all’attacco del Pd e, in qualche modo, difende Giorgia Meloni. La Turco rivanga il passato: “Ho vissuto l’esperienza entusiasmante di un partito che chiamava a raccolta e costruiva sempre, in ogni momento, la parola ‘noi’. Oggi troppi io in questo partito (il Pd, ndr). Io, io, io. Io di qua e io di là. Ma basta! Lasciamo che Elly Schlein faccia il suo mestiere (e a mio avviso lo sta facendo bene) e agevoliamole il cammino senza ostruzioni e distinguo. Quelli di destra sanno fare squadra, sembrano più disciplinati”.
Quindi, il complimento a Giorgia Meloni: “Noi dobbiamo ricostruire una comunità, dobbiamo cambiare il tono e la sostanza delle nostre opinioni, immaginare una rifondazione anche antropologica. Dobbiamo ribellarci positivamente, essere vogliosi di restituire alla Meloni, per dire, pan per focaccia. La presidente del Consiglio alla prova dei fatti sigilla le leggi più retrive, l’ultima quella contro la violenza sessuale. Ai miei tempi guardavo con simpatia a due donne del centro destra: lei e Beatrice Lorenzin, (poi passata con noi). Dicevo: toh, queste due sono molto lontane dalle olgettine, dal bunga bunga. Non hanno scambiato il sesso col potere. Se oggi Meloni è premier è proprio grazie alle lotte femministe. Ha potuto proporsi, perché l'Italia è cambiata e perché la sinistra l’ha fatta cambiare. Ricordo che tutte le battaglie sui diritti civili, dal divorzio all’aborto, hanno visto la destra schierarsi contro”.
L’affondo, infine, sulla sinistra: “Perché arranca? Diversi fattori, non ultimo quel cedimento a un vezzo collettivo, a mettere davanti la propria carriera e non la propria parte, l’impegno collettivo. I tanti io. Troppi io. Seghiamoli, sono rami secchi di un mondo che non ci fa bene. Dobbiamo ritrovare la speranza, la luce, il sorriso. Capisce? Il sorriso, la voglia di impegnarsi. La democrazia arretra, il mondo trova in Trump un padrone che usa la forza, il potere del comando, come esclusiva strategia politica. Perciò dico ai colleghi ‘pensate a far male alla destra, invece che a Elly Schlein’”.