Il "no" al referendum non è un voto contro la riforma della Giustizia, ossia il tema sul quale sono chiamati gli italiani, ma un voto contro Giorgia Meloni. Almeno questo è quello che sostiene il Partito democratico. E la riprova arriva da un video diffuso da Esperia, canale media dedicato a politica e attualità. Qui si vede niente di meno di Stefano Bonaccini, ex presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché presidente del Pd dal 2023 ed europarlamentare dal 2024. "Rispetto chi vota sì, ma oggi abbiamo bisogno che prevalga il no perché sarebbe la prima vera sconfitta di Giorgia Meloni e delle destre in questo Paese".
"Il Pd - scrive Esperia a corredo del filmato su Instagram -, come ripetuto più volte da suoi esponenti come la vice presidente del Parlamento Europeo Pina Picierno e l'ex parlamentare Stefano Ceccanti, è sempre stato a favore della separazione delle carriere e il suo programma elettorale del 2022 prevedeva l'Alta Corte Disciplinare che è stata inserita nella riforma. E allora perché si oppongono a questa riforma di civiltà? Lo spiega Bonaccini in questa confessione, rilasciata al nostro Alessandro Beccalossi, di pochi secondi: per andare contro la Meloni. Tutto qua. Si vuole tenere il Paese immobile e arretrato per un calcolo politico. A voi i commenti".
Proprio sabato 7 marzo, Bonaccini è intervenuto all'evento a Verona a sostegno del no. Per il dem la riforma è un bluff e un'operazione di scasso della Carta Costituzionale che non risolverebbe la vera emergenza dei tribunali italiani, ovvero l'eccessiva durata dei processi.