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Giorgio Mulè: "Sembra Natale, chi mi ha scritto", cos'è successo dopo il video-scontro con Woodcock

domenica 8 marzo 2026

2' di lettura

Il video dello scontro tra Giorgio Mulè, vicepresidente forzista della Camera e strenuo sostenitore del Sì al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia (la cosiddetta riforma Nordio, in votazione il 22 e 23 marzo 2026), e il pm Henry John Woodcock, ospite di Piazzapulita su La7 il 5 marzo 2026, è diventato virale: ha superato 1,5 milioni di visualizzazioni su Instagram e quasi 3 milioni complessivi sugli altri account.Lo scontro è partito con la domanda sarcastica: "Dottor Woodcock ma lei ha un fratello gemello?". Mulè, reduce dal faccia a faccia con il magistrato noto per inchieste come Vallettopoli e P4, come riporta ilCorriere, ha festeggiato il successo mediatico: "Sembra Natale. Mi stanno scrivendo amici che non sentivo da anni".Dopo aver ribadito il suo no alla riforma ("I principi di democrazia sono in pericolo.

La riforma è una batosta alla Costituzione") e smentito l’idea di giudici "schiacciati" ("Giudici che si facessero schiacciare non ne ho mai trovati"), Mulè ha attaccato citando un articolo di Woodcock: "I pm sono abituati a vincere facile. Loro compito è persuadere un giudice già in sintonia con i loro argomenti perché si è formato alla stessa scuola, si fida di loro, si frequentano". Quindi la stoccata: "Infatti lei era favorevole alla separazione delle carriere".

Mulè ha negato vendette personali per le intercettazioni subite da direttore di Panorama: "Nessuna. Quella vicenda è chiusa da tempo. Anticipammo l’ordinanza di custodia cautelare di Tarantini e Lavitola. Fummo accusati di corruzione così poterono intercettare 24 telefonini, compreso il mio. Venne tutto archiviato a Roma".Padrone della tv, Mulè ha affondato anche su Giuseppe Conte ("Ha fatto il comizietto dell’onestà-tta-tta") e lo ha definito "il più grande produttore di fandonie sulla riforma". Ora gira l’Italia per il Sì: dalla Calabria a Novara e Catania. Da Catanzaro ha sfidato a distanza il procuratore Nicola Gratteri, che aveva detto che "mafiosi e massoni voteranno Sì": "La Calabria voterà Sì non per vendetta contro i magistrati. Questa terra conosce quanto può far male una giustizia dove il gip non ha capacità di intervenire rispetto al pm. Solo a Catanzaro tra il 2018 e il 2024 sono state liquidate 580 ingiuste detenzioni. Per avere 50 colpevoli non ne puoi arrestare 150".

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piazza pulita
referendum giustizia

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